Sanità, Sereni (Pd): "Ssn mostra delle crepe, serve un cambiamento"

"Necessari più risorse e più personale che vanno indirizzati soprattutto sulle cronicità, sulla non autosufficienza e sul territorio"

Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Partito democratico
Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Partito democratico
21 gennaio 2026 | 17.13
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"Il giudizio che esce dal rapporto del Crea è preoccupante. Il Servizio sanitario nazionale mostra delle crepe in termini di equità nell'accesso, facendo venir meno una parte di quei pilastri su cui sono state costruite le leggi istitutive come la legge 833 del '78 sull'universalismo, l'equità nell'accesso, l'uguaglianza delle persone dovunque vivano e in qualsiasi condizione sociale si trovino". Queste le parole di Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Partito democratico, intervenendo oggi nella sede del Cnel di Roma durante la presentazione del 21esimo Rapporto Sanità del Crea, il Centro per la ricerca economica applicata in sanità, e della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale.

"Il rapporto ci spinge a dire che c'è bisogno di una trasformazione - continua Sereni - Condivido l'esigenza di un cambio di paradigma che ci faccia ripensare il Servizio sanitario nazionale per rendere vitale e vivo l'impegno e l'ambizione degli articoli 3 e 32 della Costituzione, secondo i quali i cittadini, di fronte alla malattia, devono essere tutti uguali". Sereni chiede un cambiamento: "C'è bisogno di più risorse e di più personale che vanno indirizzati soprattutto sulle cronicità, sulla non autosufficienza e sul territorio. Per cambiare il modello cambiare il modello serve una discussione politica ampia".

"Non ci possiamo rassegnare all'idea che l'Italia, che è uno dei Paesi del G7, sia l'ultimo, spenda di meno della media europea, spenda di meno di Paesi a noi simili. E' compito della politica scegliere le priorità, dove indirizzare le risorse e come farle uscire dal sistema fiscale. Noi siamo un Paese che ha 85 miliardi di evasione fiscale l'anno, secondo i dati del Mef. Non credo che sia impossibile trovare quei 30 miliardi in più che ci servono per rilanciare la sanità pubblica e il servizio sanitario nazionale", conclude Sereni.

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