Aveva 76 anni. E' stato critico musicale, musicologo, giornalista e docente
Angelo Foletto, critico musicale, musicologo, giornalista e docente, che ha unito rigore analitico e straordinaria capacità divulgativa, è morto a Milano all'età di 76 anni. Figura centrale della critica musicale italiana per quasi cinque decenni, Foletto ha lasciato un segno profondo nel giornalismo culturale, nell'insegnamento e nella vita musicale del Paese. Giornalista professionista dal 1980, collaboratore della "Repubblica" fin dal 1978, è stato vicedirettore per dieci anni della rivista "Musica Viva", direttore dell'enciclopedia a dispense "Classica" (Fabbri Editori) e, dal 1996, presidente dell'Associazione Nazionale Critici Musicali, incarico che ha mantenuto fino al 2023.
Nato a Pieve di Ledro (Trento) il 20 agosto 1949, Angelo Foletto si era laureato in Lettere moderne all'Università degli Studi di Milano con una tesi su Stiffelio e Aroldo di Giuseppe Verdi e aveva studiato anche al Conservatorio 'Giuseppe Verdi' di Milano. I suoi primi passi professionali lo avevano portato a lavorare negli archivi musicali dell'Angelicum, del Teatro alla Scala e della Casa Musicale Sonzogno, esperienze che contribuirono a formare la solidità storica e documentaria del suo approccio critico. Dal 1981 al 2006 Foletto ha insegnato Storia della musica nei Conservatori di Verona, Piacenza e Milano, affiancando all'attività didattica un'intensa opera di formazione alla scrittura musicale. Alla Scuola Holden di Torino ha tenuto per anni i seminari "Scrivere di musica", diventando un punto di riferimento per intere generazioni di giovani giornalisti e operatori culturali.
Parallelamente Foletto ha svolto una vastissima attività giornalistica e divulgativa. Oltre ala "Repubblica", ha collaborato con "Classic Voice", "Suonare News", "Amadeus", "Il Giornale della Musica", "Musica e Musica" e il quotidiano "L'Adige". Ha ideato e condotto programmi radiofonici come "Interpreti mozartiani a confronto" (1991) e "Musicasette" (1995-96), oltre a "Domenica in concerto", il programma dedicato da Mediaset ai concerti della Filarmonica della Scala che è stato tra le trasmissioni culturali più longeve della storia della televisione italiana. Ha collaborato con Rai3, Radio3, Classica Tv, Mediaset, Radio Popolare e la Radiotelevisione della Svizzera Italiana.
Foletto è stato autore di programmi di sala, conferenze, seminari e voci enciclopediche, partecipando all'ideazione delle collane di musica classica del Gruppo Espresso e firmando testi di accompagnamento a numerose pubblicazioni audio-video. Tra le sue opere principali figurano "La voce come strumento" (Mondadori, 1981), "Carmen. Guida all'opera" (Mondadori, 1984), "Carlo Maria Giulini" (Edizioni San Paolo, 1997), "Forse, verso un autoritratto - Daniele Lombardi" (Nardini Editore, 2012), "Ho piantato tanti alberi - Claudio Abbado ritratti recensioni interviste" e "La musica non si ferma. Maurizio Pollini, pianoforte e battaglie civili", entrambi editi dalla LIM. Ha inoltre curato volumi e introduzioni per Electa, Mondadori e Edizioni della Scala, contribuendo in modo significativo alla divulgazione del teatro musicale. E' stato membro della giuria del Premio Abbiati e ideatore di "Prima delle prime".
Profondissimo il suo legame con il Coro della Sat di Trento, di cui è stato collaboratore, consulente artistico e autore di pubblicazioni sul canto popolare. Tra le sue passioni più note vi era anche il rapporto umano e artistico con Claudio Abbado, che Foletto ha seguito e raccontato con partecipazione e lucidità critica. Negli ultimi anni la sua pagina Facebook "Acuti" era diventata un punto di riferimento quotidiano per musicisti, critici e appassionati: uno spazio di riflessione colta e ironica, capace di commentare l'attualità musicale con sguardo indipendente e profondamente umano. Negli ultimi anni è stato un collaboratore regolare di "La Scala - Rivista del Teatro".
Tra i messaggi di cordoglio, quello della Filarmonica della Scala che ricorda Angelo Foletto come "musicologo appassionato, critico sagace, voce autorevole ma soprattutto coscienza sensibile, capace di ascoltare e raccontare la musica con profondità d'animo, rispetto e amore autentico. Una vita pienamente vissuta tra le righe del pentagramma. Cinquant'anni di militanza musicale, accompagnata dall'attività radiofonica ai microfoni di Radio3 e a quella didattica, come apprezzato docente di Storia della Musica al Conservatorio di Milano". Il suo legame con la Filarmonica è stato sempre forte. Dal 1998 al 2004 ha realizzato le presentazioni dei concerti della Filarmonica trasmessi da Rete 4 in "Domenica in concerto". Autore di numerosi saggi e interviste, ha raccontato la Filarmonica attraverso presentazioni televisive e incontri. "La sua voce ha accompagnato i grandi direttori di famiglia come Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini e Riccardo Chailly con uno sguardo attento, curioso e affettuoso che restava sempre rispettoso delle distanze. Lascia una testimonianza indelebile di cultura, rigore e amore per l’arte. Mancherà vederlo seduto in poltrona intento a leggere il programma di sala poco prima del concerto". D'accordo con il Teatro alla Scala, il concerto di questa sera diretto da Riccardo Chailly è dedicato alla sua memoria. (di Paolo Martini)