Al Teatro Brancaccio di Roma 'Cantando sotto la pioggia' con Flora Canto e Martina Stella

Il regista e coreografo Cannito: "Un capolavoro assoluto, un’icona del cinema e del teatro musicale che ha segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni"

Un'immagine di 'Cantando sotto la pioggia', il musical firmato da Luciano Cannito in cartellone al Teatro Brancaccio di Roma
Un'immagine di 'Cantando sotto la pioggia', il musical firmato da Luciano Cannito in cartellone al Teatro Brancaccio di Roma
10 aprile 2026 | 18.23
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Dopo il grande successo dell’anteprima torinese, è in tour nei principali teatri italiani (dal 15 al 26 aprile sarà al Teatro Brancaccio di Roma) la nuova edizione di "Cantando sotto la pioggia", uno dei musical più amati di sempre. Prodotto da Fabrizio di Fiore Entertainment e FdF Gat, lo spettacolo porta in scena tutta la magia, l’ironia e la leggerezza del celebre film del 1952, in un adattamento firmato da Luciano Cannito, che cura anche la regia e le coreografie. Questa versione italiana si distingue per un tono ancora più comico e gioioso, capace di conquistare il pubblico di tutte le età grazie a una regia brillante e a un ritmo travolgente. Protagonisti di questa produzione sono Lorenzo Grilli, Flora Canto e Martina Stella, indimenticata interprete de 'L’ultimo bacio' di Gabriele Muccino, affiancati dai talentuosi Vittorio Schiavone, Maurizio Semeraro e Sergio Mancinelli. Un cast d’eccezione, selezionato attraverso audizioni nazionali, che garantisce uno standard altissimo di talento tra canto, danza e recitazione. Il progetto si avvale di un team creativo di primo livello. le scene sono firmate dal maestro Italo Grassi, mentre i raffinati costumi portano la firma di Silvia Califano, figlia del leggendario cantautore Franco Califano. La direzione musicale è affidata a Ivan Lazzara, mentre il visionario Valerio Tiberi firma il suggestivo disegno luci. Entrambi professionisti di spicco nel panorama dei grandi allestimenti teatrali internazionali. Il disegno audio di Franco Patimo restituisce con precisione e profondità tutta la ricchezza sonora dello spettacolo, integrando musica, voci e ambienti in modo armonico e coinvolgente. Un lavoro accurato e invisibile che contribuisce in modo essenziale alla resa emotiva e spettacolare del musical, rendendo ogni scena viva, presente e vibrante.

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Il musical, tratto dall’omonimo film del 1952 diretto da Gene Kelly e Stanley Donen, è ambientato nella scintillante Hollywood degli anni ’20, nel pieno della transizione dal cinema muto a quello sonoro. Al centro della storia, Don Lockwood, star del cinema muto, e il suo inseparabile amico Cosmo Brown, impegnati a trasformare un film in un successo del 'nuovo' cinema parlato. L’impresa, tuttavia, si complica a causa della voce stridula della co-protagonista Lina Lamont. Sarà la giovane e talentuosa Kathy Selden a salvare il progetto, prestando segretamente la sua voce a Lina. Una trama fatta di fraintendimenti, colpi di scena ed esilaranti momenti comici. E naturalmente, non può mancare l’iconica scena sotto la pioggia, realizzata con sorprendenti effetti speciali che lasceranno il pubblico a bocca aperta. Una produzione brillante, coinvolgente e piena di energia, che farà cantare, ridere e sognare... proprio sotto la pioggia. "Portare in scena 'Cantando sotto la pioggia' significa confrontarsi con un capolavoro assoluto del musical, un’icona del cinema e del teatro musicale che ha segnato l’immaginario collettivo di intere generazioni - spiega il regista e coreografo Luciano Cannito- Ma non si tratta solo di omaggiare un classico: è soprattutto l’occasione per restituire al pubblico contemporaneo tutta la sua energia vitale, la sua ironia intelligente, la sua contagiosa gioia di vivere. In questa nuova edizione italiana ho scelto di accentuare il tono comico e brillante della storia, esaltandone la leggerezza e lo spirito giocoso, senza però rinunciare alla profondità del contesto storico e culturale in cui è ambientata, la Hollywood degli anni '20, nel pieno di una rivoluzione tecnologica e artistica, quella del passaggio dal muto al sonoro.

Questo passaggio epocale fa da sfondo a una vicenda che parla, in fondo, del potere trasformativo dell’arte, della resilienza degli artisti, della capacità di reinventarsi e di trovare una propria voce anche quando tutto cambia. Temi che oggi, forse più che mai, risuonano con forza. Il lavoro sulle coreografie e sull’adattamento ha seguito la stessa linea. Mantenere il rispetto per la tradizione, ma con uno sguardo fresco, dinamico, moderno. Il movimento diventa linguaggio narrativo, parte integrante del racconto, così come la musica e la luce, che ho voluto trattare come elementi drammaturgici veri e propri. Con questo allestimento invitiamo il pubblico a lasciarsi travolgere da uno spettacolo che è puro intrattenimento, ma anche un omaggio all’arte del fare spettacolo. E naturalmente, a cantare, ridere, sognare… e a lasciarsi sorprendere dalla magia della pioggia in scena, che non è solo un effetto scenico, ma un’emozione da vivere insieme, nel buio di una sala piena di luce", conclude Luciano Cannito.

 

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