Siani: "Critiche a Sal Da Vinci? La musica napoletana è un racconto collettivo, le opinioni passano"

Il comico napoletano interviene sulla polemica innescata da Cazzullo sulla canzone 'Per sempre sì' da lui ritenuta "adatta a un matrimonio della camorra"

 - (Ipa)
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05 marzo 2026 | 14.08
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"Aldo Cazzullo, che ha intitolato un suo libro 'Viva l’Italia!', ha sempre cercato di raccontare la Storia e l'unità. Eppure, leggendo la polemica sulla vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026, viene spontaneo un dubbio: e se non avesse vinto il mio compaesano, sarebbe accaduta la stessa cosa? Perché il romanticismo, quando nasce a Napoli, diventa improvvisamente folklore? La nostra musica, che ha attraversato i secoli, non nasce come intrattenimento, ma come forma di racconto collettivo". Con queste parole il comico Alessandro Siani all'Adnkronos, intervenendo sulla polemica innescata dal giornalista del 'Corriere della Sera', Aldo Cazzullo, sul brano vincitore del Festival di Sanremo 'Per sempre sì' da lui ritenuto adatto "ad un matrimonio della camorra".

La canzone napoletana "è stata teatro, poesia popolare, persino filosofia domestica: un modo con cui un popolo ha imparato a nominare le emozioni più elementari - l’amore, la promessa, la fedeltà - e a trasformarle in linguaggio condiviso", spiega il comico napoletano. Dentro questa tradizione "si colloca naturalmente anche il brano di Sal 'Per sempre sì'. Non ha pretese. È soltanto un brano popolare: è un frammento di quella lunga grammatica sentimentale che Napoli custodisce da generazioni, dove l’amore non è mai ironia o posa estetica, ma un patto narrativo che appartiene alla vita quotidiana".

Per Siani "ogni epoca ha il diritto di esercitare il proprio gusto, anche quello di fraintendere. Ma la storia della canzone napoletana insegna una cosa semplice: mentre qualcuno prova a spiegare Napoli con le categorie della cronaca, Napoli continua tranquillamente a raccontarsi con la musica. E la musica, si sa, ha un piccolo vantaggio sugli articoli: quando è vera, resta. Quando è solo un’opinione, passa", conclude.

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