All'Opera di Roma omaggio al coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj

Dal 14 al 19 aprile in cartellone 'Annonciation', 'La Stravaganza' e 'Noces' con il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato

Federica Maine e Giorgia Calenda protagoniste di 'Annonciation' - (foto Fabrizio Sansoni)
Federica Maine e Giorgia Calenda protagoniste di 'Annonciation' - (foto Fabrizio Sansoni)
09 aprile 2026 | 15.31
LETTURA: 3 minuti

Per la prima volta, tre lavori fondamentali del repertorio di Angelin Preljocaj sono riuniti in un’unica serata al Teatro dell’Opera di Roma. Dopo il trittico Neumeier/Godani/Millepied, l’Opera di Roma prosegue nel racconto della contemporaneità con sei serate dedicate al grande coreografo franco-albanese. Dal 14 al 19 aprile al Teatro Nazionale, il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato affronta 'Annonciation' (1995), duetto ispirato all’episodio evangelico che indaga il momento della Rivelazione a Maria, 'La Stravaganza' (1997), che mette in dialogo suggestioni barocche e sensibilità contemporanee, e 'Noces' (1989), su musica di Stravinskij, rilettura del rito nuziale. Il programma attraversa oltre un decennio della produzione di Preljocaj, dagli anni Ottanta ai Novanta, restituendo un percorso coerente e stratificato che mette in relazione spiritualità, memoria e ritualità collettiva. Una proposta che si inserisce in un dialogo ormai consolidato con l’Opera di Roma. 'Annonciation' è stato presentato nella stagione 2016-2017 in trittico con coreografie di Robbins ed Ekman, per poi tornare nel 2021-2022 in un appuntamento interamente dedicato a Preljocaj, in cui era in programma insieme a 'Nuit romaine', creazione firmata per Roma nel 2022, nata da un progetto filmico girato a Palazzo Farnese con Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel con i costumi di Dior.

CTA

 

Ad aprire la serata è, dunque, 'Annonciation' (1995), intenso duetto per due danzatrici ispirato all’episodio evangelico dell’Annunciazione. Sulla partitura che accosta le sonorità elettroniche del compositore Stéphane Roy al Magnificat di Antonio Vivaldi. La coreografia indaga il momento della Rivelazione come esperienza fisica e trasformativa, mettendo al centro la tensione tra accettazione e resistenza. Il gesto coreografico, essenziale e incisivo, rende visibile il conflitto tra l’abbandono a un destino già scritto e l’impulso a opporsi, trasformando il corpo in luogo di negoziazione tra dimensione sacra e istanza umana. Nel ruolo di Maria le soliste Marta Marigliani e Giorgia Calenda. La prima ballerina Federica Maine, in alternanza con Annalisa Cianci, interpreta L’Arcangelo. 'La Stravaganza' (1997), corpo centrale del Trittico, mette in dialogo epoche e culture, riflettendo anche il percorso biografico di Preljocaj, figlio di immigrati. Da un lato la tradizione europea, evocata dalla musica barocca di Vivaldi, dall’altro la modernità e l’energia del presente. Creata originariamente per il New York City Ballet, la coreografia mette in scena una migrazione simbolica, in cui il passato riaffiora continuamente, le identità si confrontano e il tempo si configura come un ciclo, in un perpetuo ritorno. Protagonisti del passo a due l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano che insieme a Claudio Cocino danza anche nel duo maschile. Negli assoli l’étoile Alessandra Amato e il solista Gabriele Consoli.

 

Chiude il programma 'Noces' (1989), una delle creazioni più emblematiche di Preljocaj, su musica di Igor Stravinskij. Ispirato ai riti matrimoniali della tradizione dell’Europa orientale, il balletto trasforma il cerimoniale delle nozze in una dimensione che esprime una tensione costante tra individuo e comunità, desiderio e costrizione. Nato in Francia da famiglia di origine albanese, Angelin Preljocaj è tra i coreografi più influenti della scena contemporanea. Formatosi tra danza classica e moderna, ha lavorato con figure come Merce Cunningham prima di fondare la propria compagnia nel 1984. Le sue creazioni sono oggi presenti nei repertori delle principali istituzioni coreutiche internazionali, dal Balletto dell’Opéra di Parigi al New York City Ballet, e si distinguono per un linguaggio che unisce rigore formale e forte componente espressiva. Nel 2019 è stato nominato membro dell’Académie des Beaux-Arts. Dopo la prima al Teatro Nazionale il 14 aprile alle ore 20 la serata dedicata ad Angelin Preljocaj torna in scena mercoledì 15 (ore 20), giovedì 16 (ore 20), venerdì 17 (ore 20), sabato 18 (ore 18) e domenica 19 aprile (ore 16.30).

 

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza