Lontani anni luce dagli standard di una bellezza maschile tutta muscoli e corpi scultorei, gli attori 'spaghetti' incarnano la nuova mascolinità
Fragili e vulnerabili, pelle diafana e sguardo malinconico, corporatura sottile e fascino androgino. Da Timothée Chalamet a Mark Eidelstein, da Paul Mescal a Jacob Elordi accanto a Dominic Sessa e Finn Wolfhard, la nuova mascolinità a Hollywood è quella dei 'noodles boys' lontani anni luce dagli standard di una bellezza maschile che esigeva possanza e prestanza, muscoli in bella vista e corpi scultorei. Basti pensare a Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenneger, per citarne alcuni. Dunque, dimentichiamo i 'Rocky' e i 'Terminator', perchè oggi l'ideale maschile sul grande schermo ha un fascino solo apparentemente più fragile ma ancora di sicuro sex- appeal, soprattutto sulle nuove generazioni di ragazze.
Per alcuni sono i nuovi eroi di Hollywood, star incontrastate di capolavori come 'Call Me by Your Name' che catapultò il giovanissimo Chalamet nell'Olimpo degli 'happy few'. E se 'noodles' fa pensare agli spaghetti orientali, il simbolismo non è lontano dall'identificazione di questi attori, tutti tra i 21 e i 28 anni (raramente raggiungono 30 anni di età), filiformi, asciutti, all'apparenza non palestrati e non pompati di ormoni, dai tratti androgini, quasi femminei. E in fondo disorientare, confondere, abbattere le frontiere tra maschile e femminile, uomo e donna, è l'obiettivo dei 'noodles boys'.
Forti della loro popolarità, queste affascinanti celebrities da tempo si concedono, anima e corpo, ai grandi marchi della moda. Come è accaduto recentemente per Paul Mescal, apparso in mini short al défilé della maison Gucci, o per Jacob Elordi nuovo volto del profumo Chanel N.5. Eredi e figli putativi di Leonardo Di Caprio nel tragico personaggio di Titanic o di Johnny Depp nei panni di 'Edward mani di forbice', che in fondo hanno aperto la strada ai 'noodles boys'.