'Effetto guerra' in tv: crescono ascolti all news e talk ma anche il varietà

Da un lato il clamoroso 26% di 'Scherzi a Parte' su Canale 5 e il 27,4 % di 'Affari Tuoi', dall'altro i picchi di share dei canali di aggiornamento continuo come RaiNews24 e Sky Tg24. Klaus Davi: "Il pubblico vuole sapere, ma ha anche bisogno di riprendere fiato"

'Effetto guerra' in tv: crescono ascolti all news e talk ma anche il varietà
04 marzo 2026 | 15.36
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Cresce l'ascolto del talk e dei canali che tengono aggiornati in tempo reale sulle notizie relative al conflitto in Iran, come Rainews24 e Sky Tg24, ma allo stesso tempo tiene bene l'intrattenimento e regala piccoli colpi di scena come l'exploit di 'Scherzi a Parte' che, con al timone Max Giusti, totalizza il 26% di share al suo debutto su Canale 5. Può sembrare un'incongruenza ma non lo è: da un lato il bisogno di tenersi informati sul conflitto in Iran e nei Paesi del Golfo che, oltretutto, potrebbe coinvolgere l'Europa, dall'altro quello di staccare la spina e riprendere fiato. A spiegare all'Adnkronos l''effetto guerra' in tv è il massmediologo ed esperto di televisione Klaus Davi: "Non è strano, ed è anzi comprensibile", dice subito Davi. Che chiarisce: "Da un lato stanno andando bene nell'informazione tutti i talk, ieri è andato bene Floris che ha fatto il 10,8%, così come Rete 4 che con la Berlinguer è salita di un punto. Sono esplose le all news, come RaiNews e Sky che viaggiano con punte anche del 10%, con quello che sembra un ritorno agli anni '90. Questo va sottolineato perché con la guerra c'è un tasso di voglia di sapere enorme".

Rispetto agli anni Novanta citati da Davi, in cui la guerra in Iraq poteva essere seguita solo attraverso le reti generaliste o, per chi voleva approfondire, tramite gli aggiornamenti della Cnn, oggi i canali si sono moltiplicati. "Oggi i video del Mossad li puoi vedere ovunque -conferma il massmediologo- e quindi il tasso di informazione è anche superiore alle guerre degli anni 90". Detto questo, spiega, "la domanda è: perché guardano anche il varietà? Non ci sorprende per niente perché l'uno non esclude l'altro", sottolinea Davi. Oggi infatti, è l'analisi dell'esperto, è possibile tenersi aggiornati in tempo reale sulla guerra "sui device sul telefonino, sulla radio e su tutti i canali social, e proprio questo fa sì che uno poi abbia bisogno di tirare il fiato, di evadere".

Questo è uno dei motivi del successo di programmi di intrattenimento, come dimostra, solo per fare un esempio, il gradimento da parte del pubblico di un programma d'evasione come 'Scherzi a parte' o, nell'access, gli oltre 5,8 milioni di 'Affari Tuoi': "Premesso che tutto il 'vintage' tendenzialmente va bene, nella moda così come nella musica e in tv -osserva l'esperto, riferendosi al ritorno di 'Scherzi a Parte', un programma 'cult' negli anni Novanta- psicologicamente dopo tante ore passate ad aggiornarsi sugli sviluppi del conflitto in Iran che può coinvolgerci anche pesantemente, bisogna respirare. Ci sono i bambini in casa, ci sono gli anziani che dopo tutto un giorno di tv e di talk necessitano di un po' di leggerezza. Quindi non mi sento assolutamente di criminalizzare il pubblico, che comunque fa sempre la scelta migliore", chiosa l'esperto.

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