L’attore si racconta a Nunzia De Girolamo e ripercorre il dolore di un’infanzia segnata dall’assenza dei genitori e il rapporto mai davvero risolto con il padre Paolo Ferrari
"Mio padre è morto senza che ci fossimo mai chiariti realmente". E' una ferita rimasta aperta quella di Fabio Ferrari, che si racconta a Nunzia De Girolamo nella nuova puntata di ' 'Ciao Maschio', in onda sabato 11 aprile alle 17.05 su Rai1. Nel corso dell’intervista, l’attore ripercorre con grande sincerità la sua infanzia, segnata da un’apparente serenità che nascondeva però un vuoto profondo. "Io avevo tutto quando ero ragazzino, però non avevo mamma e papà", confessa Fabio Ferrari, ricordando un tempo in cui non mancava nulla sul piano materiale, ma mancava l’essenziale: la presenza dei genitori.
Ferrari racconta infatti di un’infanzia trascorsa spesso lontano da loro: "Avevamo una vita, tre mesi al mare d’estate, si partiva con la tata, la governante". Ma dietro quell’immagine, solo apparentemente spensierata, c’era una solitudine che col tempo si è fatta sempre più evidente: "Io e mio fratello stavamo soli con le tate, con i nonni, con la zia. Quindi era un’infanzia, tra virgolette, felice apparentemente". Crescendo ha iniziato a sentire ancora di più quel senso di mancanza, soprattutto nel confronto con gli altri bambini: "Poi cominci a crescere e vedi che i tuoi amici hanno pure i genitori che stanno lì, e te invece no. Allora cominci a chiederti: ma perché non ci stanno?". Nel dialogo con Nunzia De Girolamo emerge anche il dolore legato alla madre, vissuto fin da piccolo come una paura costante di perderla: "Ogni volta che mia madre partiva ero convinto che sarebbe morta, di non vederla mai più". Una paura che diventò ancora più concreta quando la madre ebbe un grave incidente durante una tournée: "Si cappottò in autostrada, una roba micidiale, e tornò a casa con l’ambulanza tutta ferita". E lui ricorda ancora perfettamente quella sensazione: "Pensai subito, lo sapevo, io l’avevo detto".
Ma il passaggio più intimo e doloroso del racconto riguarda il rapporto con il padre, Paolo Ferrari. Un legame complicato, rimasto in sospeso fino alla fine, e che ancora oggi lascia addosso all’attore un senso di vuoto profondo: "Io non ho neanche una camicia di mio padre, non ho un orologio, non ho niente". Fabio Ferrari racconta anche di aver interrotto ogni rapporto con lui per anni, dopo aver riconosciuto nello stesso atteggiamento distante il modo in cui il padre si comportava anche con sua figlia: "Ad un certo punto con mio padre non ci siamo più parlati. "Quando è nata mia figlia e ho visto che con lei si comportava esattamente come aveva fatto con noi - con quel distacco, quella mancanza di interesse - c'è stata la rottura. "Ho detto: no, allora basta, vai, non ti voglio più vedere". Poi, in modo quasi beffardo, il destino li ha fatti rincontrare sul set di una miniserie, dopo cinque o sei anni di silenzio. "Io e mio padre ci siamo rincontrati al trucco di questo set dopo 5 anni che non ci parlavamo", racconta Fabio Ferrari. Un incontro spiazzante, quasi surreale, consumato in poche parole: "Ciao, come stai? Bene, tu? Tutto bene? Sì? Bene". Come se nulla fosse accaduto. Come se tutto potesse restare sospeso ancora una volta", conclude.