Mika: "Hyperlove la mia medicina, mi aiuta a capire il mondo"

Il cantautore torna con un nuovo album che mette al centro il pianoforte, e con il quale esplora la tensione tra il digitale e la fragilità dei sentimenti

Mika
Mika
23 gennaio 2026 | 10.26
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Mika torna con ‘Hyperlove’, il suo nuovo album in uscita oggi. Un disco che segna un ritorno al pianoforte come centro creativo e inaugura una fase artistica che intreccia pop elettronico e accenni psichedelici. È un lavoro che esplora la tensione tra il digitale e la fragilità dei sentimenti, quella che, per usare una metafora, Mika definisce "l’elettricità che scocca tra il positivo e il negativo di una carica". Con oltre 20 milioni di album venduti nel mondo, dischi certificati Platino e Oro in 32 Paesi, un Brit Award e una nomination ai Grammy, il cantautore libanese naturalizzato britannico, ex giudice di X Factor, entra con ‘Hyperlove’ in un capitolo personale e coraggioso della sua carriera. “Hyperlove è un progetto che nasce anche da un gesto molto intimo, l’ho fatto per me, come se fosse una medicina - racconta Mika all’AdnKronos -. Mi sono ritrovato dicendo: non capisco il mondo intorno a me, non capisco veramente quello che mi rende felice. Dunque torno nella mia safe space, nella mia zona sicurezza della mia adolescenza e della mia infanzia".

Lo stesso dialogo con il pianoforte, rimarca, "serve a metabolizzare il mondo intorno a me, per chiedermi dove sono, cosa mi piace e cosa mi rende felice. Per ritrovare questa energia dentro di me”. Il disco si ispira a un immaginario musicale degli anni Ottanta, dai Talking Heads ai Pet Shop Boys e Frankie Goes to Hollywood, un periodo in cui la libertà di espressione trovava spazio anche in chiave pop e psichedelica. “Se parli del transcendentale in una canzone pop è considerato un po’ strano oggi - osserva Mika - a me invece sembra perfetto per il momento che stiamo vivendo”. Tra le influenze più recenti cita anche artisti come Geese e Cameron Winter, che gli hanno mostrato un abbandono alla spontaneità.

Nell’album, il concetto di ‘Hyperlove’ si lega anche alla riflessione sull’intelligenza artificiale e l’anima umana. “Sto cercando di capire questo concetto, questa carica elettrica che forma l’anima, e nell’intelligenza artificiale che metto anche in discussione nell’album – spiega -. Ci sono alcuni pezzi che parlano un po’ di quel tema. Anche quella voce digitale, che non è digitale, l’ho scolpita visualmente prendendo una voce parlata all’inizio dell’album. Dunque, non è Ia, però è l’anima. In questo momento, se chiedi all’intelligenza artificiale di fare qualcosa, quello che mi spaventa di più è che c'è un po' della tua anima che rimane nella nuova voce”.

Il disco nasce dall’elaborazione del lutto per la perdita della madre, Joannie Penniman, nel 2020. "Questo disco arriva dopo la mancanza di mia madre - racconta Mika - Avevo lavorato così tanto con lei, mi aveva formato, però mi sono reso conto che non mi aveva creato, non sono la sua creazione, sono la mia creazione. In questa realizzazione ho potuto assumere la responsabilità della mia autonomia creativa e della mia identità”. Anche il legame con il suo cane fa parte del progetto. “Stavo cercando una maniera di chiudere l’album. A un certo punto, lei è venuta nello studio e mi ha guardato. Questi amici nostri a quattro piedi zampe saranno con noi per tanto tempo. Mi ha ascoltato e io ho ascoltato i suoi occhi, soprattutto. I cani parlano con gli occhi. Ho dedicato l’ultima canzone dell’album a lei, perché sentivo una connessione ciclica ed eterna".

Il risultato è un album pop dal suono stratificato, che intreccia armonie vocali e suoni analogici e vintage, creando un paesaggio vivo. Brani come ‘Modern Times’ richiamano l’energia dei Talking Heads, mentre ‘Excuses for Love' esplora gli ostacoli emotivi che costruiamo attorno al cuore, in un mondo in cui il coraggio e l’onestà possono dissolvere le barriere dell’affetto. I contributi di John Waters, con i suoi interludi ironici e provocatori, incorniciano il disco con un tocco teatrale. Un ritorno al cuore del suo percorso artistico, guidato dai principi di libertà ed emozione. (di Federica Mochi)

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