Sanremo 2026, Renga: "'Il meglio di me' è un invito alla maturità emotiva"

L’artista torna in gara con una fotografia sincera di un momento cruciale della sua vita artistica e personale, da ottobre in tour nei teatri

Francesco Renga (Foto di Antonio De Masi)
Francesco Renga (Foto di Antonio De Masi)
20 febbraio 2026 | 08.35
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"È un invito alla maturità emotiva, alla responsabilità, a non scappare più e ad avere anche il coraggio di dire: ‘Ok, non sono perfetto, ma ci sto provando’”. Con queste parole Francesco Renga descrive 'Il meglio di me', il brano con cui torna da solista in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo (24-28 febbraio). Per una delle voci più riconoscibili per panorama musicale italiano, da poco entrata nella scuderia di Atlantic Records Italy/Warner Music Italy, questa partecipazione rappresenta un vero e proprio "punto di svolta", una fotografia sincera di un momento cruciale della sua vita artistica e personale.

La canzone è nata da un'intima riflessione sulla crescita personale. "Viviamo in un tempo in cui gli uomini rischiano di nascondere le parti fragili per paura di crollare", ha esordito Renga. "Questa canzone dice una cosa nuova: non è l'altro a dover sistemare ciò che non va, ma sei tu. Non sono gli altri a doversi caricare addosso il buio, ma è l'uomo che decide di attraversarlo per portare il meglio di sé". Il brano, scritto con Stefano Tartaglino, Antonio Caputo, Simone Enrico Reo, Mattia Davì e Davide Sartore, e prodotto da Steve Tarta, è dunque un manifesto di responsabilità: "La frase del testo ‘Il peggio di me lascialo in macchina’ non è una scusa, ma la dichiarazione di chi sceglie di non far pesare sugli altri ciò che deve prima affrontare da solo".

Un percorso profondamente autobiografico, come ha confessato lo stesso Renga. "Ho cominciato a scappare quando mia madre è morta, avevo 17 anni e mezzo. Da lì è cominciata la grande fuga dalla mia vita", ha raccontato, rivelando come quella mancanza abbia segnato i suoi rapporti e le sue scelte. "Anche nel rapporto con Ambra, la mamma dei miei figli, adesso abbiamo recuperato tantissimo del male che ci siamo fatti perché non eravamo risolti noi. Tutte queste fughe sono servite ad arrivare a questa consapevolezza ma non è un processo semplice e non tutti hanno voglia di farlo”.

Questa maturità si riflette anche in un nuovo approccio artistico. Dopo tentativi passati di inseguire linguaggi non suoi ("spesso abbiamo fatto delle cacate pazzesche", ammette con onestà), Renga ha trovato una sintesi tra la sua vocalità e la modernità musicale. "Ho asciugato tantissimo il canto, ho tolto molti vibrati, molti glissati, cose che hanno sempre caratterizzato la mia voce. È stata una delle prime volte che mia figlia, che ha 22 anni, l'ha ascoltata e mi ha detto: "Papà, questa è bella, lavoriamoci su". Quindi sì, sto guardando in questa direzione per l'album che sto facendo”.

Alla sua undicesima partecipazione, Renga spiega cosa lo ha spinto a tornare sul palco dell'Ariston proprio ora. "Ogni Sanremo ha una motivazione diversa. Questo è quello della novità, perché ho cambiato etichetta e ho un team nuovo". E della canzone "mi piacerebbe che venisse raccolto questo invito a evolvere, a portare all'altro il meglio di sé lavorando da soli sui propri mostri. Lo chiamerei il Sanremo della consapevolezza, della novità, un'epifania". La sua più grande speranza per questo Festival? "Sarei felice se la canzone arrivasse per quello che vi ho raccontato, che non venisse sminuita a solita canzonetta d'amore, perché non lo è".

Il viaggio sanremese di Renga si arricchirà nella serata delle cover, venerdì 27 febbraio, con un duetto speciale. Insieme a Giusy Ferreri, si esibirà in 'Ragazzo solo, ragazza sola', la versione italiana di 'Space Oddity' di David Bowie con testo di Mogol. Un doppio omaggio, a dieci anni dalla scomparsa del Duca Bianco e al genio del grande paroliere italiano che quest’anno compirà 90 anni. "Bowie è l'artista che mi ha instillato la passione per il canto. Cantare questo brano a Sanremo è un sogno che si avvera", ha dichiarato Renga. Giusy Ferreri “ha accolto con grandissima gioia l'invito, sarà un'interpretazione di grande responsabilità e rispetto".

Archiviata l'esperienza al Festival, l'artista è pronto a riabbracciare il suo pubblico. Dopo il successo del tour estivo 2025, Francesco Renga tornerà live nell'autunno 2026 con 'Live Teatri 2026', una nuova tournée prodotta da Friends & Partners che lo vedrà protagonista nella sede più intime. "Ho imparato da amici come Max Pezzali e Nek che i tour migliori sono quelli fatti con le canzoni che la gente vuole ascoltare", ha anticipato, promettendo una scaletta che includerà i suoi più grandi successi. E aggiunge: “Vorrei che fosse uno spettacolo non solo di musica, ma con un'idea scenografica che abbia un senso”.

Il tour partirà da Milano il 3 ottobre (Teatro Arcimboldi) e toccherà le principali città italiane: Napoli (7/10, Teatro Augusteo), Roma (9/10, Teatro Brancaccio), Bari (17/10, Teatro Team), Legnano (23/10, Teatro Galleria), Firenze (25/10, Teatro Verdi), Mantova (28/10, Teatro Palaunical), Brescia (30/10, Teatro Dis_Play), Torino (31/10, Teatro Colosseo), Bologna (3/11, Europauditorium) e Padova (6/11, Gran Teatro Geox). di Loredana Errico

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