Venezia 2026, a George Clooney il Leone d'oro alla Carriera

La star di Hollywood: "Onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così"

George Clooney - (Ipa)
George Clooney - (Ipa)
06 luglio 2026 | 11.33
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Leone d'oro alla Carriera a George Clooney in occasione dell’83esima Mostra del cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale, che ha fatto propria la proposta del direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera. "Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito, e ricevere il Leone d'Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così", ha dichiarato la star di Hollywood nell’accettare il riconoscimento.

"Nella sua triplice veste di attore, regista e produttore, George Clooney è un artista completo e carismatico, appassionato e originale, avendo saputo trasformare una vocazione profonda in una delle parabole più luminose del cinema contemporaneo", afferma il direttore Alberto Barbera. "Un avvio di carriera vissuta senza scorciatoie, grazie a piccole parti in telefilm e B-movie sino al grande successo ottenuto come protagonista della serie ER, hanno plasmato un attore capace di abitare lo schermo con una naturalezza disarmante, conferendogli il dono di far sembrare i suoi personaggi non solo credibili ma desiderabili, vicini e umani, grazie anche ad un fascino innegabile. Ma quello di Clooney - prosegue - è un carisma costruito sulla credibilità, non sull'immagine, perché il suo lato seduttivo non è mai stato solo estetico".

Per Barbera, Clooney è la "perfetta combinazione di glamour da star di altri tempi, grande professionalismo e sensibilità moderna, l’attore ha attraversato i generi con versatilità preziosa: i film di guerra con 'Three Kings' e 'Syriana', il thriller con Michael Clayton, la commedia sofisticata con 'Ocean's Eleven' e 'Fratello dove sei?', la fantascienza con 'Gravity' e 'Solaris', la commedia agrodolce con 'Paradiso amaro', 'Tra le nuvole' e 'Jay Kelly'". In ciascuno di questi film "ha modulato il suo registro senza mai tradire se stesso: ironico e malinconico, affascinante e riflessivo, brillante e capace di profondità inaspettate. Così come nei nove film realizzati quando ha deciso di passare dietro la macchina da presa, che rivelano un’idea esigente e generosa di cinema. Confessioni di una mente pericolosa, 'Good Night and Good Luck', 'Le idi di marzo', 'Suburbicon', sono esempi di film ricercati, ambiziosi, fuori dalle regole e dalle convenzioni del cinema hollywoodiano, nei quali si riflette l’altra sua vocazione, quella per l’impegno sociale e umanitario che contribuisce a farne una figura di assoluto rilievo nell’universo dello spettacolo contemporaneo", conclude.

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