Fallimento Italia, Gravina non si dimette: "Valutazioni in Consiglio federale"

Il presidente della Figc: "Faremo riflessioni approfondite, c'è una sede deputata che è il Consiglio"

Fallimento Italia, Gravina non si dimette:
01 aprile 2026 | 00.28
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"Faremo riflessioni approfondite, c'è una sede deputata che è il Consiglio federale". Niente dimissioni. Gabriele Gravina, presidente della Figc, rinvia ogni discussione al prossimo Consiglio federale dopo il fallimento dell'Italia, sconfitta dalla Bosnia e fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva. "Faccio i complimenti ai ragazzi per come sono cresciuti in questi mesi. Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è un grande allenatore. Ho chiesto a lui e a Gigi Buffon di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi", dice il presidente federale in conferenza stampa.

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Il numero 1 della Figc rinvia ogni altra valutazione al consiglio federale: "Ci sono valutazioni da fare. Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede deputata che è il Consiglio federale che ho chiesto di convocare per settimana prossima. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni, sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano al consiglio e le faremo all'interno del consiglio", dice. "La politica si prodiga chiedendo le dimissioni, ma io chiedo un provvedimento per sostenere la crescita del calcio italiano. Siamo in crisi, la responsabilità oggettiva è mia perché rappresento la federazione. Ma ci sono riflessioni che non devono intaccare il lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie".

"Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sport sono dilettantistici e dobbiamo fare anche un rapporto sulla base dell'equità, visto che si possono effettuare scelte che in sport professionistici non si possono attuare. Alcuni sono sport di Stato, come lo sci", la difesa di Gravina. "Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale che richiede una riflessione che non spetta solo alla federazione, spetta al mondo della politica italiana", afferma puntando il dito contro "il blocco di normative e regole che abbiamo e che ti impediscono di adottare delle scelte. E' chiaro che siamo ingessati".

"Fino a giugno è corretto dare la disponibilità alla federazione per la fiducia mostrata in me", dice Gigi Buffon, capo delegazione in Nazionale. "Aver mancato la qualificazione fa male e in questo momento rischia di far ragionare in maniera contorta".

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