"La scollatura si copre, i pregiudizi no": lo sfogo della giornalista Delia Paciello dopo gli attacchi social

La cronista, esperta delle vicende del mondo Napoli, era stata criticata sui social per l'outfit di una diretta

La giornalista Delia Paciello - Instagram
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01 agosto 2026 | 11.48
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"Eccomi: scollatura sotto controllo. Adesso posso essere considerata professionale oppure manca ancora qualche centimetro di stoffa? È incredibile come, ancora oggi, davanti a una donna qualcuno guardi prima il vestito e soltanto dopo - forse - il lavoro, la preparazione e le competenze". Inizia così il lungo sfogo della giornalista Delia Paciello, criticata per un video condiviso sui social qualche giorno fa, direttamente dal ritiro del Napoli a Castel di Sangro, a causa di un outfit non considerato 'adeguato' al suo ruolo da tanti utenti e appassionati.

"La scollatura si può coprire - continua la giornalista nel post, rispondendo ai tanti commenti negativi ricevuti -. Il pregiudizio, a quanto pare, molto meno. Quel video era improvvisato. Per un collegamento programmato avrei probabilmente scelto un altro abito, ma non mi sono posta il problema di essere giudicata per ciò che indossavo. Continuo a pensare che una professionista debba essere valutata per ciò che conosce, per come lavora e per quello che riesce a raccontare. E invece ho letto offese, cattiveria gratuita e sentenze pronunciate da persone che non conoscono né il mio percorso professionale né quello personale".

Lo sfogo sui social di Delia Paciello

E ancora: "Una scollatura non cancella anni di studio, sacrifici, trasferte e lavoro. Un vestito non stabilisce il valore, la credibilità o la serietà di una donna". La giornalista cambia poi discorso, visto che oggi il Napoli compie 100 anni: "Finalmente possiamo occuparci di qualcosa di infinitamente più importante. Un secolo di calcio, appartenenza, emozioni. Cento anni di padri e figli, stadi pieni, maglie azzurre custodite come pezzi di famiglia. Cento anni di una squadra che non rappresenta soltanto una città, ma il modo in cui un popolo ama, resiste e sogna. Sarò in Piazza Plebiscito a Napoli, insieme a una rappresentanza della squadra e accanto alla mia gente. Poi tornerò in Abruzzo per continuare a raccontarvi ogni giorno il ritiro del Napoli. Perché il mio lavoro è anche questo: dove batte il cuore della notizia, ma soprattutto dove batte il cuore delle persone. Donne libere di vestirsi come preferiscono. Professioniste giudicate per ciò che sanno fare. Napoletani uniti da una passione che attraversa generazioni".

In chiusura, una battuta: "Ah, comunque domani (oggi, ndr) il mio outfit sarà azzurro, almeno sul colore saremo tutti d’accordo? Ridiamoci su. Fra poco abbiamo un secolo d’amore da festeggiare".

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