Colpite Kiev e altre città. Zelensky: "Mosca ha usato più di 1.560 droni contro le nostre città e comunità. La pressione sulla Russia deve continuare". Kiev chiede riunione urgente Consiglio sicurezza Onu
L'attacco più massiccio delle forze russe contro infrastrutture e altri obiettivi civili - ne sono stati danneggiati 180 - in tutta l'Ucraina iniziato mercoledì matina, concluso un cessate il fuoco di tre giorni ed esaurite le speranze mal riposte in alcune parole di Vladimir Putin male interpretate. L'attacco è proseguito durante la notte ha provocato almeno 15 morti e il ferimento di oltre 100 persone, fra cui bambini. Colpite anche Kiev - dove si contano 5 morti, di cui una bambina di 12 anni, 10 dispersi e 40 feriti, fra cui due bambini - Odessa, dove ci sono due feriti, e Kharkiv, dove i feriti sono 28. L'attacco è durato 30 ore ed è stato il più intenso dall'inizio della guerra. Sono stati impiegati più di 1.600 droni e missili (56 missili durante la notte, fra cui 35 da crociera, 18 Iskander, e 3 Kinzhal).
"In totale, dalla mezzanotte di ieri, la Russia ha usato più di 1.560 droni contro le nostre città e comunità", denuncia con un post su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. "Queste non sono per nulla azioni di chi crede che la guerra stia finendo", aggiunge, spiegando che "sono in corso le operazioni dei soccorritori a Kiev nel luogo di un attacco russo con droni che ha colpito un edificio residenziale di nove piani". Il bilancio provvisorio confermato da Zelensky parla di un morto. "Nella notte i russi hanno lanciato più di 670 droni di attacco e 56 missili contro l'Ucraina - prosegue nel post - Negli attacchi sono stati usati missili balistici, aerobalistici e da crociera. L'obiettivo principale di questi attacchi è stata Kiev. Ci sono danni in venti zone della città, normali palazzi, una scuola, una clinica veterinaria e altre infrastrutture semplicemente civili". Zelensky segnala anche danni nella regione di Kiev e "attacchi terroristici" contro infrastrutture energetiche a Kremenchuk e nel porto e in zone residenziali di Chornomorsk.
"E' importante che i partner non restino in silenzio su questo attacco. E' allo stesso modo importante continuare a sostenere la difesa dei nostri cieli. L'iniziativa Purl è necessaria in modo che l'Ucraina possa difendersi contro attacchi balistici come questi. E, nell'interesse di tutti coloro che vogliono la pace, la pressione sulla Russia deve continuare".
Dopo l'ondata di raid, l'Ucraina ha chiesto la convocazione di una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il ministero degli Esteri, Andrii Sybiha, ha anche chiesto di "usare anche altre piattaforme internazionali per rispondere all'uccisione, da parte russa, di civili ucraini e degli attacchi contro personale umanitario". Le dimensioni dell'attacco richiedono "una decisa reazione internazionale", ha aggiunto il ministro.
Vladimir Putin continua ad attaccare l'Ucraina, dimostrando così di non sapere come concludere la sua guerra di aggressione. Lo dice Emmanuel Macron in un post su X, denunciando che "lanciando un nuovo massiccio attacco di droni e missili contro le città e i civili ucraini – il più importante di questi ultimi quattro anni – la Russia aggrava ulteriormente il crimine della sua aggressione. E mostra tutta l'ipocrisia con cui ha negoziato la fragile tregua degli ultimi giorni".
"Bombardando i civili, la Russia dimostra meno la sua forza che la sua debolezza: è a corto di soluzioni sul terreno militare e non sa come terminare la sua guerra di aggressione", sostiene Trump, che poi torna ad assicurare che "la Francia si schiera al fianco dell'Ucraina e del popolo ucraino e continuerà a mobilitarsi per ottenere una cessazione delle ostilità e far sorgere una pace giusta e duratura per l'Ucraina, che garantisca la sua sicurezza e quella dell'Europa".
Sul fronte interno dello scandalo corruzione, un tribunale di Kiev ha chiesto la detenzione preventiva per Andriy Yermak, sotto accusa per corruzione. Yermak è l'ex potente braccio destro del presidente. Secondo media locali, i giudici hanno deciso di mettere Yermak in detenzione preventiva per 60 giorni, in alternativa dovrà pagare una cauzione di 140 milioni di grivnie, pari a circa 2,7 milioni di euro.
Il Cremlino conferma i preparativi per uno scambio di prigionieri fra Russia e Ucraina dopo i raid più intensi e lunghi contro l'Ucraina da parte delle forze russe. "E' in corso il lavoro per coordinare gli elenchi, la fase più difficile del processo", ha affermato Dmitry Peskov. Secondo quanto aveva anticipato il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov durante la tregua, lo scambio avrebbe riguardato mille prigionieri di guerra per parte.