Quando finirà veramente la legislatura? Stando alle indiscrezioni e ai retroscena, ogni mese del 2027 sembra, per ragioni diverse, il momento più adatto per tornare alle urne. Guardando alla situazione politica, alle scadenze legate alla legge di bilancio, all’iter per l’approvazione della legge elettorale e alle dinamiche interne al centrodestra e al centrosinistra, la fotografia al momento impone cautela. E anche una premessa dalla quale non si può prescindere: sono tante, e tutte da prendere in considerazione, le variabili che concorrono a modificare uno scenario che resta particolarmente fluido. Partendo dall’assunto che la decisione sullo scioglimento delle Camere, presupposto per il ritorno alle urne, spetta insindacabilmente al Presidente della Repubblica. Nell’esercizio dei suoi poteri, il pallino resta in mano al Capo dello Stato Sergio Mattarella. A incidere saranno ovviamente le indicazioni che arriveranno dai principali leader politici ma è evidente che le condizioni di contesto, a partire dal livello della tensione internazionale, avranno un peso. L’ipotesi più accreditata resta quella di arrivare alla primavera del 2027, con una chiusura di legislatura anticipata di qualche mese rispetto alla scadenza naturale dell’autunno. Altro tema da tenere in considerazione è la concomitanza con le elezioni amministrative in diverse città importanti, partendo da Roma e Milano. Un election day avrebbe evidenti vantaggi sul piano dei costi e, presumibilmente, potrebbe favorire una maggiore partecipazione. D’altra parte, potrebbe essere un’ipotesi avversata dal centrodestra, che potrebbe considerare svantaggioso unire le due consultazioni, considerati i sondaggi e l’effetto traino di cui potrebbe beneficiare il centrosinistra, considerato in vantaggio in diverse grandi città, partendo da Roma.