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Farmaceutica, ad Sandoz: "Innovazione e sostenibilità nel sito di Rovereto"

CRONACA

Centocinquanta tonnellate l’anno di acido micofenolico, farmaco antirigetto per i pazienti sottoposti a trapianto (400 mila pazienti l’anno; 1,5 milioni di dosi terapeutiche); 280 tonnellate l’anno di acido clavulanico, uno dei più sperimentati antibiotici per il trattamento delle comuni infezioni batteriche in tutte le classi d’età (circa 200 milioni di pazienti; 2 miliardi di dosi terapeutiche prodotte l’anno). E circa 1.600 tonnellate l’anno di tiamulina, un antibiotico di ampio uso in campo veterinario, particolarmente utilizzato nell’allevamento dei suini. Per un valore complessivo della produzione pari a 85 milioni di euro nel 2016. Su questi numeri si sono accesi i riflettori oggi allo stabilimento Sandoz Industrial Products di Rovereto, sede della quinta tappa del tour "Fabbriche Aperte", inaugurato 2 anni fa da Assogenerici per far conoscere alle istituzioni, alle amministrazioni locali, ai medici, ai pazienti, ai consumatori e alla stampa il valore del comparto e l’eccellenza dei propri stabilimenti produttivi.

Il sito di Rovereto rappresenta, appunto, "un punto d'eccellenza" per la produzione biotecnologia di principi attivi per uso farmaceutico che trovano impiego in diverse aree terapeutiche sia in campo umano che veterinario. "Innovazione e sostenibilità" sono le "direttrici principali" della storia dell'insediamento produttivo, come ha sottolineato l'amministratore delegato di Sandoz Industrial Products, Gian Nicola Berti: "Oggi siamo un’importante realtà industriale, altamente competitiva a livello internazionale, e lo dobbiamo all’impegno, sostenuto da forti investimenti, con cui abbiamo perseguito il costante miglioramento continuo delle nostre attività. È un miglioramento che si esprime certamente in processi sempre più avanzati e sicuri, ma anche in una grande attenzione ai livelli di sostenibilità, sociale e ambientale, delle nostre attività".

Lo stabilimento svolge principalmente cicli produttivi basati su processi di fermentazione, estrazione e sintesi, avvalendosi di 160 dipendenti diretti altamente qualificati (oltre il 60% laureati o diplomati) e generando circa 460 ulteriori posti di lavoro nell'indotto. Un traguardo realizzato a tappe a partire dall'acquisizione del sito, nel 1995. Da allora nello stabilimento sono stati investiti oltre 200 milioni di euro, di cui almeno 50 destinati alla sicurezza di dipendenti e collaboratori, all'igiene industriale e alla protezione dell'ambiente.

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