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Alitalia, ecco il 'modello' Meridiana suggerito da Renzi

ECONOMIA
Alitalia, ecco il 'modello' Meridiana suggerito da Renzi

La strada è stata lunga e travagliata ma, alla fine, il matrimonio si fa. Tutto è pronto, infatti, per le nozze tra Meridiana e Qatar che saranno celebrate entro la prossima settimana con il closing dell'operazione che vedrà entrare, con un aumento di capitale, la compagnia del Golfo nella compagine azionaria della holding Aqa (la nuova capogruppo), ora controllata da Alisarda.

Una vicenda, quella della compagnia del principe ismaelita Karim Aga Khan, che ieri l'ex premier Matteo Renzi ha indicato come esempio parlando delle possibili soluzioni del caso Alitalia. Le nozze Meridiana-Qatar evocano in realtà (evidentemente con tutte le dovute ed evidenti differenze a cominciare dalle dimensioni delle compagnie in campo) lo schema della partnership tra Alitalia ed Etihad, varata nell'agosto 2014 e decollata il primo gennaio del 2015: un ricco investitore che viene dal Golfo pronto ad acquisire il 49% della compagnia (ma non sopra questa soglia per non perdere i diritti di volo che spettano alle compagnie comunitarie) e che pone la condizione di un profondo piano di ristrutturazione con l'accordo dei sindacati per poter concludere il matrimonio.

Le storie delle due compagnie, di fatto, si intrecciano. Proprio quando Alitalia, dopo aver seguito questo percorso, almeno apparentemente, sembra navigare ancora in acque tranquille con l'obiettivo di diventare, proprio grazie a un socio industriale forte come Etihad, una compagnia "sexy" e di arrivare al break even nel 2017, Meridiana è nel pieno di nuove turbolenze. Ma per la seconda compagnia italiana una luce in fondo al tunnel si accende, nel febbraio del 2016, con la firma tra Qatar Airways e Alisarda di un memorandum of understanding sul progetto di partnership. Progetto che, secondo gli intenti, vuole fare di Meridiana "un solido operatore nell'industria del trasporto aereo, estremamente competitivo in Europa".

Ma ci sono condizioni che devono essere soddisfatte. E così poche settimane dopo Meridiana presenta ai sindacati un nuovo piano industriale che prevede 900 esuberi di personale e un nuovo contratto di lavoro. La trattativa che si apre al Ministero dello Sviluppo Economico si dimostrerà subito ben più dura e ben più lunga del previsto, che vede presto sfumare l'obiettivo di raggiungere un accordo entro il mese di marzo. E, infatti, ci vorrà una vera e propria corsa a ostacoli, durata mesi, per arrivare a un accordo quadro firmato il 27 giugno del 2016 da Governo, azienda e sindacati. L'intesa delinea il perimetro industriale e fissa il numero degli esuberi sotto quota 400 unità, esattamente 396 rispetto ai 955 iniziali. Per i lavoratori di Meridiana Maintenance, gli esuberi scendono da 75 a 30 unità e ci potrà essere una ulteriore significativa riduzione grazie all'impegno dell'azienda ad introdurre di nuovi contratti part-time a tempo indeterminato. Gli esuberi degli assistenti di volo si attestano a 325 unità e quelli degli addetti di terra a 41 unità mentre non ci sono esuberi per i piloti.

L'intesa definisce anche il nuovo contratto di lavoro che aveva rappresentato uno degli scogli sui quali il negoziato, insieme al nodo delle eccedenze di personale, ha pericolosamente rischiato di arenarsi. Il contratto avrà una vigenza triennale rispetto ai 5 anni inizialmente prospettati. Per i piloti con la retribuzione più alta è previsto un taglio del 20% dello stipendio. Parallelamente i piloti Air Italy, che ad oggi potevano contare su stipendi inferiori, vedranno incrementato il loro salario. La strada del matrimonio è, finalmente, spianata e l'operazione può decollare. Manca solo il via libera della Ue, poi arrivato il 23 marzo scorso. Ultimo step prima del matrimonio la prossima settimana.

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