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Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Rassegna stampa: il lavoro nei quotidiani di oggi

Roma, 7 mar. (Labitalia) - - "Sui conti c'è poco da dire: è stato addirittura Saccomanni ad avvisarci che le cose stavano in un certo modo... Dunque non capisco né gli attacchi né le ironie. Sui sottosegretari, poi, sono disposto a discutere con chiunque". Così, in un colloquio con 'La Stampa' il premier Matteo Renzi. "Le cose vanno bene - dice - nessun imprevisto in queste due prime settimane; sta andando né meglio né peggio di come m'aspettavo. Va come prevedevo, insomma, e col Consiglio dei ministri di mercoledì comincerete a vedere i risultati".

"Si faranno provvedimenti immediati ma coerenti con questo orizzonte più ampio. Credo che il primo sarà il pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione verso le imprese. Una misura choc per dare liquidità all'economia, parliamo di 50 miliardi direttamente erogati alle aziende nel 2014. Più di tre punti di pil". Così, in un'intervista a 'La Stampa', il viceministro all'Economia Enrico Morando. "Dobbiamo ridurre il cuneo fiscale - avverte - su valori vicini alla media europea. Certamente 10 miliardi non bastano. Decideremo nei prossimi giorni se puntare sulle imprese o sui lavoratori: ci sono pro e contro per l'una o per l'altra opzione".

"Se mercoledì si varasse un primo taglio del cuneo fiscale, come tutti auspichiamo, a mio giudizio si dovrebbe partire da un immediato innalzamento delle buste paga dei lavoratori che guadagnano di meno perché in questo modo i consumi salirebbero più rapidamente". Così, in un'intervista a 'Il Messaggero' il sottosegretario all'Economia e Finanze Enrico Zanetti. "Al di là degli interventi immediati -spiega- delineeremo un intervento pluriennale di tagli delle tasse accompagnati da tagli di spesa".

"E' una scorrettezza. L'ipotesi che Letta abbia raccontato storie è assolutamente non vera. Noi abbiamo sempre esattamente detto come stavano le cose". Così, in un colloquio con 'Il Corriere della Sera', l'ex ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. "Il fatto è che loro - osserva - hanno interpretato come stime i nostri obiettivi: due cose che sono evidentemente molto diverse".

"Quello di Enrico Letta - fa notare - è stato il primo governo che ha restituito i soldi alle imprese. Per non dire dei 50 miliardi di indebitamento che ci siamo accollati per le operazioni di salvataggio di Paesi come Grecia o Irlanda e per alimentare il meccanismo europeo di stabilità".

"L'impegno del semestre europeo, per un Governo appena entrato in carica, è notevole. Perciò, e per esperienze passate dove troppi ministri contribuivano al Programma nazionale delle riforme, è necessaria una scelta di metodo con una netta ripartizione di compiti e di responsabilità tra il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia". Lo scrive su 'Il Sole 24 Ore', l'economista Alberto Quadrio Curzio.

"Tra le grandi riforme sistemiche di cui l'Italia ha bisogno - osserva - il presidente del Consiglio deve dedicarsi a fondo con la sua capacità politica a quelle costituzionali ed istituzionali che includono anche quella del titolo V per attuare un federalismo solidale con vera sussidiarietà (diversa dalla conflittualità) tra i vari livelli di governo. Connesse a queste sono la semplificazione burocratica e normativa, la riforma della giustizia civile, il contrasto all'evasione e alla corruzione. La Commissione europea chiede con forza questi (ultimi) interventi sottolineando che senza gli stessi molte (buone) riforme non producono effetti adeguati in Italia. Un presidente del Consiglio attuasse queste riforme passerebbe alla storia italo-europea".

"Sulla Garanzia giovani attendiamo di conoscere nel dettaglio il piano del governo. Può rappresentare una grande opportunità per la lotta alla disoccupazione. A patto però che si decida di percorrere la strada della premialità: risorse a chi favorisce uno sbocco occupazionale effettivo per chi cerca lavoro. Soprattutto in questa fase storica non si possono impiegare in maniera improduttiva le risorse destinate ai giovani". Così, in un'intervista a Libero' il presidente di Assolavoro, Luigi Brugnaro.

- "Sono dell'idea che lo sbocco fisiologico della somministrazione sia l'assunzione presso l'impresa utilizzatrice, ma non è detto che le agenzie non possano e non debbano creare anche una propria forza lavoro, molto specializzata, per compiti oppure per clienti specifici. investe proprio su questo aspetto, abbandonando il sistema precedente e definendo incentivi volontari di 750 euro l' anno, alla fine dei primi 12 mesi, e per un triennio massimo, in favore dell' agenzia che assume il lavoratore a tempo indeterminato". Così, in un'intervista a 'Libero', Giampiero Falasca, giuslavorista.

"Per essere davvero efficace, la Youth Guarantee deve ritrovare la sua dimensione territoriale". Così, in un'intervista a 'Libero', Michele Angelo Verna, direttore generale di Assolombarda. "E' proprio sul territorio -avverte- che si realizza la relazione diretta con le imprese e le loro esigenze. Come Assolombarda condividiamo le preoccupazioni delle Regioni e ci auguriamo che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti dia risposte tempestive e assicuri la necessaria flessibilità nelle convenzioni tra Stato e Regioni, perché ogni territorio possa adottare le misure più efficaci. Evitando che vengano sottratti alle Regioni i fondi europei a loro già attribuiti".

"La vera chiave è l'occupazione, non l'esatto livello di crescita. In questo senso voglio anche sottolineare l'importanza evidenziata dal premier del maggior contributo fornito dal settore dei servizi alla formazione del Pil. C'è stato un superamento dell'industria e questo è un risultato molto importante per la Cina". Così in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', il ministro delle Finanze cinese Lou Jiwei. "Gli obiettivi che ci si era posti nella gestione di queste strategie - sottolinea - erano molto alti da poterli raggiungere in così poco tempo. Questo può spiegare la reazione della gente. Ma procederemo, anche nella tassazione annunciata dei beni di lusso e non solo".

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