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Enrico Giovannini: "Obiettivi Onu 2030? L’Italia deve lavorare molto"

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Enrico Giovannini: Obiettivi Onu 2030? L’Italia deve lavorare molto

Strategia carenti che mettono l’Italia in difficoltà nel raggiungere i 17 obiettivi (SDGs - Sustainable Development Goals) fissati dall’Onu che dovranno essere realizzati entro il 2030. A tracciare il quadro della situazione all’Adnkronos, è Enrico Giovannini, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che per richiamare l’attenzione sul tema organizza il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, in programma dal 22 maggio al 7 giugno con oltre 160 eventi tutto il territorio nazionale.

Secondo Giovannini, rispetto all’agenda 2030 dell’Onu “l'Italia non sta messa molto bene”. In particolare, “l'Italia compare nella ‘zona rossa’, cioè in una condizione critica, in sette obiettivi: educazione, occupazione, disuguaglianze, consumo responsabile, lotta contro il cambiamento climatico, pace e giustizia, e partnership e in quella ‘gialla’ nei rimanenti 10, mentre in nessun caso rientra in quella ‘verde’, cioè in linea con gli obiettivi”.

C’è dunque da lavorare molto ma bisogna anche “comprendere due cose fondamentali: primo che alcune strategie non produrranno effetti immediati. Quindi prima si inizia e meglio è”. Un esempio? Gli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici: “abbiamo ratificato rapidamente quegli accordi ma non abbiamo ancora una strategia dopo un anno e mezzo”.

Sul tema della povertà, invece, “il parlamento ha finalmente approvato le legge delega sull’introduzione del reddito di inclusione ma i fondi sono totalmente insufficienti e quindi continueremo ad avere milioni di poveri”. Questo dimostra che “anche dove si sono presi decisioni importanti l’attuazione stenta ad essere concreta”.

Per questo, l’Asvis, con i suoi 160 aderenti, ha avanzato tre proposte fondamentali: "la prima riguarda la necessità che tutti i cittadini siano informati su questi temi e per questo abbiamo chiesto al governo di impegnarsi in una campagna informativa ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta”.

Il secondo elemento è quello educativo. “Bisogna far sì che tutti i nuovi cittadini di domani ricevano un’educazione in linea con i concetti di sviluppo sostenibile e qui molto si è mosso. Il Miur, infatti, ha definito la locazione di oltre 800mln di euro per il Pon istruzione tutto orientato ai Sustainable Development Goals e insieme con Asvis ha avviato un programmo di educazione sostenibile a tutti i livelli”. Il terzo punto è la governance di questo progetto che “secondo noi deve essere in carico al presidente del Consiglio così come è avvenuto in Francia e Germania e in altri paesi che hanno già presentato le loro strategie”.

“Le nostre – aggiunge Giovannini – sono proposte concrete: dal cambiamento della costituzione, in riferimento alla parte prima, introducendo il concetto di sviluppo sostenibile tra principi fondamentali della nostra repubblica, al trasformare il Cipe nel comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile visto che i fondi pubblici devono andare in questa direzione”.

Il tema dello sviluppo sostenibile, sottolinea Giovannini, “è molto coerente con i valori e le caratteristiche del sistema socio economico del nostro paese che in questo campo potrebbe diventare il campione mondiale”. Su questo “già molto si fa in Italia anche a livello locale ma non c'è questa percezione. Il festival, dunque, è l’occasione non solo per rendere pubblico tutto questo ma anche attirare l’attenzione dei media, della cultura e dei cittadini”.

Il festival dunque, oltre a convegni, seminari e workshop, proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, attività culturali e di spettacolo (cinema, mostre, eventi enogastronomici, ecc.). Tra i 160 eventi ve ne sono tre di particolare rilievo, il 22 maggio a Napoli, il 1 giugno a Milano, il 7 giugno a Roma.

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