"Metal detector nelle scuole più a rischio", l'ipotesi di Valditara

Il ministro dell’Istruzione dopo la tragedia di La Spezia: "Magari d'intesa con il prefetto"

Giuseppe Valditara - (Ipa)
Giuseppe Valditara - (Ipa)
18 gennaio 2026 | 08.41
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Consentire ai presidi di installare metal detector nelle scuole di maggior rischio. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenendo sulla tragedia di La Spezia: l’accoltellamento di Abanoub Youssef da parte di un compagno di scuola, Zouhair Atif.

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Cosa ha detto Valditara

'Voglio innanzitutto trasmettere la mia vicinanza ai genitori del ragazzo ucciso e la mia vicinanza anche alla scuola, a tutte le componenti: dagli studenti, ai docenti, ai presidi. Ho sentito in queste ore la preside ed era molto scossa. Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d'intesa con il prefetto, dei metal detector'', ha detto Valditara, in un'intervista a '4 di Sera Weekend'.

"È diventata una moda quella di acquistare coltelli, anche online. Questa abitudine va stroncata - ha detto poi Valditara in un'intervista al Giornale - Nelle scuole in cui vi siano particolari problematicità su richiesta del preside e d’intesa con il prefetto si devono installare metal detector. Però tutto questo non basta. Serve una rivoluzione culturale", spiega ancora il ministro. Che vuol dire rivoluzione culturale? "I giovani hanno perso i punti di riferimento. A partire dalla famiglia. Bisogna ridare autorevolezza ai genitori. Far capire a tutti che è sbagliata sia la figura del genitore amico di avventure del proprio figlio così come quella del genitore sindacalista del figlio. Che il ruolo del genitore non può essere delegato al cellulare", ha concluso.

Youssef ucciso per una foto scambiata con una ragazza

Sarebbe stata una foto scambiata con una ragazza a scatenare l’aggressione che venerdì ha portato alla morte dello studente 18enne Youssef Abanoub all’interno dell’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia. È quanto avrebbe riferito al gip durante l’interrogatorio Zouhair Atif, 19 anni, fermato per l’omicidio del compagno di scuola.

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