Sarebbe stata una foto scambiata con una ragazza a scatenare l’aggressione che ha portato alla morte dello studente 18enne. Giovedì i funerali di Youssef
E' stato convalidato l'arresto di Zouhair Atif, il diciannovenne che venerdì ha ucciso il compagno di scuola Youssef Abanoub nei corridoio dell'istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia. La decisione è arrivata al termine della convalida che si è tenuta questa mattina in carcere. Il giovane, che ha ucciso Abanoub con una coltellata al fianco colpendo fegato, diaframma e un polmone, si è detto dispiaciuto: il ragazzo ha affermato che non avrebbe voluto uccidere.
Per Atif, difeso dall'avvocato Cesare Baldini, l'accusa è di omicidio con l'aggravante dei futili motivi, mentre per il momento non è scattata l'aggravante della premeditazione. Il giovane, secondo quanto riferisce il suo legale, al gip ha detto di essersi sentito minacciato da Abanoub, negando altre minacce in passato. Il legale ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica.
Sarebbe stata una foto scambiata con una ragazza a scatenare l’aggressione che ha portato alla morte dello studente 18enne, secondo quanto avrebbe riferito Atif al gip durante l’interrogatorio.
Sarà il direttore dell'istituto di medicina legale Francesco Ventura a effettuare l'autopsia sul corpo di Youssef. L'incarico sarà conferito mercoledì. I funerali di Youssef si terranno giovedì, conferma intanto all'Adnkronos il sindaco Pierluigi Peracchini. Il primo cittadino precisa che non è ancora sicuro dell'orario, né del luogo, ma aggiunge che le esequie si terranno "probabilmente in Cattedrale". Il sindaco ha annunciato per il giorno delle esequie la proclamazione del lutto cittadino.
Intanto questa mattina un centinaio di studenti di La Spezia, provenienti da diversi istituti, si sono riuniti davanti all'ingresso dell'Einaudi-Chiodo. Oggi la scuola ha riaperto e gli studenti si sono recati per ricordare il giovane in una veglia durante la quale non sono mancati momenti di tensione.
Tra gli studenti c'è chi ha portato cartelli con cui accusano la scuola di essere "complice" di quanto è accaduto. La tensione in città è palpabile, mentre il sindaco Pierluigi Peracchini, dopo avere escluso in un primo tempo la possibilità di proclamare lutto cittadino, è tornato sui suoi passi annunciando sui social la giornata di lutto nel giorno del funerale di Youssef, che deve ancora essere fissato.
"Ieri sono stato a La Spezia. Sono stato a incontrare anche il dirigente scolastico, alcuni docenti, oltre che il prefetto, oltre le forze dell'ordine e ho incontrato anche i familiari del ragazzo ucciso, il padre e lo zio. Li ho abbracciati proprio per testimoniare che lo Stato c'è. È stata disposta un'ispezione, però non dobbiamo gettare la croce addosso a nessuno, non sappiamo ancora come si sono svolti i fatti, quali siano i progressi ovviamente, non sappiamo se effettivamente il ragazzo aggressore fosse abituato a portare coltelli a scuola e quant'altro. L'ispezione chiarirà anche questo, poi c'è un'indagine in corso". Lo ha detto oggi il ministro dell'Istruzione e Merito, Giuseppe Valditara, a margine di una visita all'istituto Barozzi Beltrami di Rozzano, fuori Milano.
"Attenzione - ha avvertito il ministro - a non gettare responsabilità che in questo momento non sono assolutamente provate. Ho trovato una comunità scolastica sconvolta, docenti e preside particolarmente commossi".