"Per la prima volta i protagonisti del Festival saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica"
Dopo essere stato il primo presidente della Repubblica a partecipare al Festival di Sanremo, Sergio Mattarella riceverà a Palazzo del Quirinale i protagonisti del Festival. Venerdì 13 febbraio, Carlo Conti, Laura Pausini e i Big in gara varcheranno le sale istituzionali per un incontro storico: per la prima volta nella storia della manifestazione, la musica leggera entra ufficialmente al Colle, suggellando il legame tra cultura popolare e istituzioni.
L'annuncio, affidato ai social da Carlo Conti, ha il tono delle grandi occasioni: "Dopo 76 edizioni, per la prima volta, i protagonisti del Festival saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica. Venerdì 13 febbraio io, Laura Pausini e i Big in gara saremo ricevuti dal presidente Sergio Mattarella al Quirinale. È una gioia immensa, un grande onore e una grande emozione". Secondo quanto si è appreso, il presidente della Repubblica avrebbe accolto con favore la richiesta del conduttore e direttore artistico, che sarà ricevuto insieme alla co-conduttrice e ai cantanti in gara per un augurio alla vigilia del festival. L'attenzione del Capo dello Stato va così non solo alla cultura cosiddetta 'alta' ma anche alla cultura 'popolare', visto che sicuramente Sanremo è un grande evento che interessa gran parte degli italiani.
Sergio Mattarella con la musica popolare ha già da tempo un dialogo aperto. Detiene, infatti, un primato non da poco: è stato il primo Capo dello Stato a partecipare di persona al Festival di Sanremo, il 7 febbraio 2023, anno quarto della conduzione di Amadeus, quando l'Ariston gli tributò una standing ovation memorabile. In quell'occasione, il teatro si alzò in piedi per l'Inno di Mameli, cantato coralmente su invito di Gianni Morandi, mentre Roberto Benigni celebrava i 75 anni della Costituzione con uno dei suoi monologhi più intensi e ironici. "Presidente, Amadeus è al quarto mandato… è costituzionale?", scherzò l'attore e regista premio Oscar, strappando risate e applausi, compreso quello del diretto interessato.
Mattarella ha più volte mostrato attenzione e rispetto per la musica come elemento fondante della vita civile. Lo si è visto anche al Quirinale, il 23 novembre 2023, quando le sale solitamente austere si sono trasformate in un palcoscenico improvvisato per la celebrazione dei 75 anni dell'Associazione fonografici italiani (Afi): artisti di generazioni diverse, dai Cugini di Campagna ai Neri per Caso, da Edoardo Vianello ai Matia Bazar, hanno intonato "Volare", portata al successo da Domenico Modugno, tutti in piedi, dedicandola al Presidente, mano sul cuore e sorriso sincero. Un momento informale, fatto di selfie, ricordi musicali e improvvisazioni, che ha restituito l'immagine di una musica capace di unire, senza steccati. Era presente anche il compianto maestro Peppe Vessicchio, presenza amata di Sanremo, che anche in quell'occasione ha 'diretto' i presenti. A sorpresa, Edoardo Vianello intonò una strofa de "I Watussi" e i Cugini di Campagna l'intramontabile “Anima mia", davanti a Mattarella apparso molto divertito.
Non a caso, in quella circostanza, Mattarella ricordò come l'arte e la musica abbiano un ruolo essenziale nel "dare senso alla vita sociale del Paese", affiancando i valori della Costituzione. Ed è proprio qui il filo che lega Sanremo al Quirinale: la canzone come linguaggio popolare, inclusivo, capace di raccontare l'Italia forse più di qualsiasi altro medium.
Se il cinema da anni è di casa al Colle, con il ricevimento annuale di tutti i candidati ai David di Donatello, l’arrivo della musica leggera completa il quadro. Sanremo non è solo uno spettacolo televisivo, ma uno specchio dell'identità nazionale, con le sue contraddizioni, le sue emozioni e le sue canzoni che diventano memoria collettiva. Portarlo dal presidente della Repubblica significa riconoscerne il valore culturale, oltre il successo e l'audience. Così, tra spartiti ideali e note istituzionali, il Festival compie un passo storico. E il Quirinale, ancora una volta, dimostra di saper ascoltare non solo il silenzio solenne delle cerimonie, ma anche il battito popolare della musica italiana. Come testimoniano, peraltro, le fresche nomine del Capo dello Stato in onore di due cantautori: Antonio Diodato Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana e Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, insignito del titolo di Commendatore della Repubblica. (di Paolo Martini)