Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto davanti alle Commissioni riunite Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato per riferire sugli esiti del vertice NATO svoltosi ad Ankara il 7 e 8 luglio. Nel corso dell’audizione, il Ministro ha affrontato i principali dossier internazionali al centro dell’agenda dell’Alleanza e della politica estera italiana: dal conflitto israelo-palestinese alla guerra in Ucraina, dalla situazione in Libano al rafforzamento della difesa europea, fino agli impegni assunti dall’Italia in ambito NATO. Con riferimento al conflitto israelo-palestinese, Tajani ha annunciato che Roma ospiterà il 28 e 29 luglio un vertice dell’Alleanza globale volto ad accelerare il percorso verso la soluzione a due Stati, con l’obiettivo di rilanciare quanto previsto dalla dichiarazione sottoscritta lo scorso anno a New York per porre fine al conflitto nella regione. Il Ministro ha quindi richiamato l’impegno dell’Italia a favore del processo di pace in Libano, ricordando che, dopo la prima sessione negoziale ospitata a Roma la settimana precedente, il 4 agosto si terrà un nuovo momento di dialogo e confronto. Tajani ha inoltre ribadito la ferma contrarietà dell’Italia all’espansione degli insediamenti illegali e alle violenze dei coloni israeliani, confermando l’impegno in sede europea per raggiungere l’unanimità sulle proposte di sanzioni nei confronti del Ministro Ben Gvir e dei coloni violenti. In materia di spese militari, il titolare della Farnesina ha ricordato che, nel corso del vertice di Ankara, l’Italia ha confermato gli impegni assunti e l’obiettivo di portare la spesa per la difesa al 5% del PIL entro il prossimo decennio. Sul conflitto russo-ucraino, Tajani ha evidenziato come la situazione resti critica, pur sottolineando che la Russia non stia vincendo. Ha quindi condannato i bombardamenti contro infrastrutture civili, giudicandoli una conferma della mancata volontà di Mosca di perseguire la pace. Infine, il Ministro ha riferito del colloquio avuto con l’omologo saudita Faisal sulla crescente minaccia rappresentata dagli Houthi e sul rischio di una chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, passaggio strategico per i traffici commerciali globali tra Mar Rosso e Oceano Indiano.
Il video dell’audizione completa