Avviato l’esame alla Camera del Decreto Lavoro

11 maggio 2026 | 14.09
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La prima fase dell’iter parlamentare di conversione in legge del Decreto Lavoro e caporalato digitale (DL 62/2026), noto anche come Decreto Primo Maggio, ha preso avvio con l’esame in sede referente presso la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati. Il provvedimento, adottato dal Governo in occasione della Festa dei Lavoratori, si inserisce in un quadro di interventi finalizzati a rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro e alle criticità emerse in relazione alla qualità dell’occupazione, alla tutela dei redditi e alle nuove forme di organizzazione del lavoro legate alle piattaforme digitali. Il decreto si compone di cinque capi e 19 articoli complessivi e persegue tre obiettivi principali: incentivare l’occupazione stabile, garantire un trattamento retributivo adeguato e contrastare le forme di sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento al cosiddetto caporalato digitale. L’impianto normativo mira a rafforzare le tutele dei lavoratori, sostenendo al contempo una crescita occupazionale più solida e qualificata. Sul fronte dell’occupazione stabile, il decreto introduce misure di sostegno all’assunzione con contratti a tempo indeterminato, attraverso agevolazioni contributive e incentivi mirati, con particolare attenzione a giovani, donne e lavoratori appartenenti a categorie maggiormente esposte a condizioni di precarietà. Sono previste disposizioni volte a favorire la trasformazione dei rapporti di lavoro temporanei in rapporti stabili, nonché interventi di rafforzamento delle politiche attive del lavoro, anche tramite il coinvolgimento dei servizi per l’impiego. In materia di trattamento retributivo, il provvedimento interviene per garantire livelli di remunerazione più adeguati e coerenti con i contratti collettivi di riferimento, rafforzando i meccanismi di contrasto ai fenomeni di dumping salariale. In questo ambito, il decreto prevede un maggiore ruolo della contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa e strumenti di vigilanza volti a evitare elusioni e irregolarità nell’applicazione delle regole retributive. Una parte significativa del decreto è dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro nel contesto delle piattaforme digitali, fenomeno definito come caporalato digitale. Le norme introducono obblighi di maggiore trasparenza nei rapporti tra piattaforme e lavoratori, chiarendo diritti e doveri delle parti, e rafforzano le tutele in materia di sicurezza, compensi minimi, copertura assicurativa e previdenziale. Sono inoltre previste misure di controllo e sanzioni per contrastare comportamenti elusivi e pratiche che possano configurare forme di intermediazione illecita o sfruttamento. Con l’avvio dell’esame in Commissione Lavoro alla Camera, il Decreto Primo Maggio entra dunque nella fase iniziale del suo percorso parlamentare.

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