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Condannato soldato israeliano, sparò a palestinese ferito

04 gennaio 2017 | 19.41
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(Afp)

E' stato giudicato colpevole di omicidio colposo il soldato israeliano ripreso, mentre sparava a un assalitore palestinese ferito. E' quanto ha stabilito una corte militare israeliana. Secondo i giudici, non ci sono dubbi che il proiettili esploso dal militare abbia ucciso il 21enne palestinese Abdul-Fattah al-Sharif, avvenuta lo scorso 24 marzo. In serata il primo ministro israeliano Benyamin Netannyahu ha auspicato che venga conscessa la grazia. "Questa è una giornata dura e dolorosa per tutti noi -ha aggiunto - prima di tutto per Elor e la sua famiglia, per i soldati, per molti cittadini, per i genitori dei nostri soldati, me compreso" ha scritto il primo ministro sulla sua pagina Facebook, aggiungendo di sostenere "la grazia per Elor Azaria".

Lieberman, sentenza su soldato non mi piace ma va rispettata - La sentenza del tribunale militare di Tel Aviv, che ha giudicato colpevole di omicidio colposo un soldato israeliano per aver colpito a morte a un palestinese già ferito a terra, "mi piace poco, ma la dobbiamo accettare e rispettare". Così il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha commentato la decisione, "molto difficile", dei giudici, invitando a leggere con attenzione le motivazioni ed a "contare fino a tre" prima di esprimere ulteriori opinioni. Lieberman ha poi assicurato che il suo ministero sosterrà il sergente Elor Azaria, 20 anni, e la sua famiglia "in ogni modo possibile".

Per Anp un processo "farsa" - E' stato un processo "farsa" quello che in Israele ha portato alla condanna per omicidio colposo di un soldato, Elor Azaria, ripreso mentre sparava a un assalitore palestinese ferito a Hebron, in Cisgiordania. Lo ha dichiarato in una nota il ministero degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese (Anp). In una nota riportata dall'agenzia di stampa Wafa, il ministero degli Esteri di Ramallah ha sottolineato che il processo si è tenuto solamente per "assorbire" la "condanna a livello internazionale" provocata dall'uccisione del giovane palestinese. Ramallah ha quindi definito il processo una "farsa" mirata ad evitare ulteriori azioni da parte dei tribunali internazionali.

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