Da screenshot sui social a denuncia Atm, come è nato il caso della chat sessista 'Ticinese Staff'

Passeggera tram farà esposto: "Oltre 10 utenti in chat sessista". "Faremo piena luce sull'episodio", ha fatto sapere l'azienda trasporti milanesi

Un tram Atm - (IPa)
Un tram Atm - (IPa)
16 giugno 2026 | 00.10
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La chat ‘Ticinese Staff’, in cui alcuni dipendenti Atm si scambiavano immagini di passeggere prese dai video delle telecamere a bordo dei mezzi, esiste. A confermarlo non ci sarebbe - a quanto apprende l’Adnkronos - solo la foto dello schermo del telefono di un autista fuori servizio, scattata sabato mattina su un tram della linea 15 da una passeggera. Quell’immagine, in cui oltre alle foto di donne, si notano anche i commenti sessisti tra colleghi, è stata subito postata dalla ragazza e in breve condivisa da altri utenti sui social, finendo all’attenzione di Atm. L’azienda già sabato sera si è messa in contatto con la passeggera, suggerendole di presentare una formale segnalazione dell’accaduto.

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Lei lo ha fatto, facendo così partire l’indagine interna all’azienda. Atm, che fin da subito ha garantito “la massima attenzione per fare piena luce sull'episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città”, ha deciso di muoversi anche per le vie legali, formalizzando la denuncia alla Polizia locale per “uso improprio di immagini delle telecamere di bordo da parte di alcuni dipendenti” e annunciando un esposto al Garante della Privacy. Le diverse indagini procederanno in parallelo, per chiarire non solo l’origine delle immagini scambiate sulla chat, ma anche quanti e chi siano gli iscritti.

Il caso è stato reso pubblico dalla scrittrice Carlotta Vagnoli: "Un’ennesima chat in cui corpi di donne ignare di essere riprese vengono scambiati e commentati con violenza e sessismo tra colleghi: il caso stavolta colpisce il trasporto pubblico milanese, poiché a passarsi i fotogrammi delle telecamere di sicurezza sono alcuni autisti dei mezzi meneghini", ha scritto sul suo profilo Instagram.

"Faremo piena luce sull'episodio", ha fatto sapere l'azienda trasporti milanesi, in una nota assicurando di aver già avviato un'indagine interna sulla chat, dopo la segnalazione di una passeggera.

La segnalazione della passeggera che farà un esposto

La ragazza sabato mattina, viaggiando sul tram 15 da piazza Duomo a Rozzano, aveva seduto accanto un uomo con la divisa da autista. Con il cellulare in mano scambiava messaggi su una chat chiamata 'Staff Ticinese'. La ragazza ha notato - riporta Vagnoli - un "fitto scambio di immagini" di donne, che ritiene siano fotogrammi delle riprese dei sistemi di videosorveglianza interni ai mezzi pubblici, accompagnate da "commenti sessisti e frasi oscene".

Un "uso improprio di immagini delle telecamere di bordo", evidenzia Atm, assicurando di essersi "prontamente attivata con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città. Crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa".

Oltre al Codacons e Atm, anche la passeggera farà un esposto sull'accaduto. "Faremo tutto velocemente, di modo che la magistratura possa indagare altrettanto velocemente", ha fatto sapere all'Adnkronos l'avvocata e attivista Cathy La Torre, che assiste la ragazza che, una volta capito cosa stava accadendo, ha estratto il suo telefono e ha iniziato a scattare foto allo schermo dell'autista. Solo una "minima parte" di quel materiale è stata pubblicata sui social, ben di più sarebbero gli scatti che finiranno nell'esposto che verrà presentato in Procura e da cui "si vede che sicuramente si tratta di immagini prese dalle telecamere di sicurezza e accompagnate da abusi sessuali verbali, che possono costituire il reato di diffamazione", ha spiegato l'avvocata La Torre.

Nelle varie fotografie scattate sarebbero ben visibili, oltre ai commenti, anche nomi e cognomi - per come li aveva salvati in rubrica l'autista incrociato sul 15 - degli utenti attivi nella chat. "Erano tanti, più di dieci", ha anticipato la legale, precisando che gli utenti che hanno commentato sabato mattina sono "tutti uomini" e "non solo autisti" ma - osserva - "chissà quante altre persone sono in quella chat". La premura ora è proprio che "la magistratura agisca in fretta", perché "è di una gravità inaudita che i sistemi informativi che dovrebbero garantire la sicurezza dei mezzi e dei passeggeri vengano trafugati, per scambiarsi foto tra colleghi e abusare sessualmente di quelle immagini e di quelle donne".

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