Indagine su famiglia Caroccia, interrogatorio in procura: "Delmastro ci ha fatto beneficenza"

L'avvocato Fabrizio Gallo respinge ogni accusa di legami con la criminalità organizzata e con il clan Senese nel caso della società 'Le 5 Forchette': "Delmastro unico a tendere una mano, è tutto tracciato"

Indagine su famiglia Caroccia, interrogatorio in procura:
01 aprile 2026 | 10.53
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Interrogatorio oggi a Roma per Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni nel caso della società 'Le 5 Forchette', di cui l'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro ha detenuto quote azionarie, poi cedute. Secondo l’accusa, i Caroccia avrebbero "trasferito e reinvestito" nella società "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". Ma la difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Gallo, ha respinto ogni accusa di legami con la criminalità organizzata, sostenendo che i fondi siano tracciabili e riconducibili a Delmastro.

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“Questa storia mi sta rovinando la vita, ricevo minacce sui social, mi danno della mafiosa, sono distrutta. Io non ho fatto nulla di male. Ora cosa farò?" ha detto Miriam Caroccia, secondo quanto si apprende dal suo difensore, nel corso dell'interrogatorio durato oltre due ore. La ragazza diciannovenne ha spiegato ai magistrati che nel ristorante lavorava come cameriera e faceva anche le pulizie.

Dopo è toccato al padre Mauro Caroccia trasferito a piazzale Clodio dal carcere di Viterbo, dove sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso. “Delmastro ci ha fatto beneficenza. Ci ha aiutato perché in quel momento ero incensurato, ero stato appena assolto dalla Corte d’Appello di Roma”, ha affermato.

L’avvocato Fabrizio Gallo al termine dell’interrogatorio ha spiegato che la decisione di avviare il ristorante avviene quando “Mauro Caroccia è completamente assolto con formula piena dalla Corte di Appello. Successivamente quando Delmastro viene a scoprire che Caroccia era stato poi condannato dalla Cassazione decide di farsi da parte”. “Si sono conosciuti tra il 2022 e il 2023, era un semplice cliente del ristorante - ha spiegato il penalista - Si sono piaciuti, l'ha cominciato a frequentare e poi hanno deciso di aprire il ristorante quando Mauro Caroccia non aveva più possibilità di poter continuare l'attività perché aveva avuto uno sfratto in quanto non aveva più capacità economica”.

“Io credo - ha aggiunto il legale - che Delmastro abbia investito nel ristorante Bisteccheria d’Italia circa 45 mila euro. Non so in questi mesi quanto ci ha guadagnato. Anche il pagamento dell’affitto arrivava dal conto corrente a Biella dove arrivavano i guadagni dell’attività del ristorante”. L’avvocato, lasciando piazzale Clodio, ha spiegato che andrà “a Biella a verificare. In banca ci devono dire del conto corrente e andremo dal commercialista dove prenderemo le carte. Trasferiremo quindi qui a Roma la società perché da quello che abbiamo capito non sarà oggetto di sequestro”.

In merito alla vendita delle quote da parte dell’ex sottosegretario, il penalista ha aggiunto che i suoi assistiti “hanno avuto notizia dal carcere e dalla lettura dei giornali. C’era una procura ma non sapevano quando sono state ridate”.

Sulla conoscenza con Delmastro l’avvocato Gallo ha ribadito che “Miriam Caroccia all’inizio non sapeva chi fosse e neanche il padre, tanto che il giorno in cui si sono conosciuti, era un San Valentino, siccome lui voleva mangiare alla carta ma c’era il menù fisso lo ha cacciato via. Poi quando lo ha visto in televisione ha pensato ‘ho cacciato dal locale un sottosegretario, non verrà più da me’ ma dopo due mesi si è ripresentato”.

Entrando in procura illegale aveva ribadito che "i soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato”. L'ex sottosegretario alla giustizia "andava alla Bisteccheria a mangiare con gli uomini della scorta, era un cliente, ed è stato l'unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il ristorante: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni e incendi. E’ una vittima della criminalità organizzata”.

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