Niscemi, Ciciliano: "Frana ancora in movimento". Riaperte le scuole

Il capo della Protezione civile: "Ma sta rallentando". In aula gli psicologi. Tajani in Sicilia: "100 milioni per interventi di prima necessità"

Frana di Niscemi - (IPa)
Frana di Niscemi - (IPa)
02 febbraio 2026 | 07.29
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''E' prematuro fare valutazioni, la frana a Niscemi rispetto al distacco del 25 gennaio è ancora in movimento anche se la velocità sta rallentando. Stiamo monitorando anche con il supporto dei satelliti dell'agenzia spaziale italiana e dell'agenzia spaziale argentina, che ha dei satelliti molto buoni per questo tipo di fenomeno, il controllo del movimento franoso che ci darà una precisa attenzione per quando poi sarà possibile fare un ragionamento di medio lungo periodo. Però fino a quando ci sarà acqua sul fondo di frana, quella frana è destinata a muoversi''. Così il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano parlando a 'Non stop News' su Rtl 102.5.

Scuole riaperte da oggi a Niscemi

Intanto oggi lunedì 22 febbraio a Niscemi sono riprese le lezioni, alla presenza di un team di psicologi. Il sindaco Massimiliano Conti ha annunciato che è stato eseguito il trasloco di 17 aule nei plessi precedentemente individuati. Rimangono chiusi i plessi Belvedere, Don Bosco e San Giuseppe perché ricadono nella zona rossa, nel cuore del centro storico.

A riaprire "quelle che ovviamente che non sono in zona rossa ha detto Ciciliano - il ritardo è stato determinato dal fatto che il 25 di gennaio, quando c'è stata la frana, per motivi di sicurezza si è dovuta chiudere l'intera rete del gas che adesso è stata riaperta. Gli ultimi giorni sono serviti per distribuire gli studenti delle scuole che non si possono aprire in questi nuovi edifici scolastici''.

Sono oltre 1.000 le persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione a causa della frana. Il Comune si è attivato per garantire servizi a questi cittadini. I Vigili del Fuoco e i volontari di protezione civile continuano senza sosta le attività di assistenza ai residenti per il recupero degli effetti personali nelle abitazioni evacuate.

Tajani in Sicilia

“I 100 milioni che sono stati assegnati sono per interventi di prima necessità, lo Stato farà molto ma molto di più ovviamente, bisogna calcolare i danni e vedere dove bisogna intervenire, ma c'è disposizione, sarà fatto un decreto che riguarda gli aiuti da dare alla regione Sicilia, alla regione Calabria, alla regione Sardegna, lo approveremo in tempi rapidi”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso della riunione a Palazzo d’Orleans a Palermo con il governatore della Sicilia Renato Schifani e le imprese colpite dal maltempo.

Il capo della Farnesina guida oggi una missione di sistema a sostegno del tessuto produttivo di Sicilia, Calabria e Sardegna, duramente colpite dal maltempo. “Siamo con Ice, Simes, Sace, Cassa Depositi e Presti e Cassa Depositi e Presti Venture Capital per fornirvi una serie di indicazioni, una serie di opportunità per creare un collegamento - ha spiegato - per fare in modo che i ristori possono essere anche assegnati in tempi brevissimi. Nel giro di dieci giorni potranno già essere erogati i primi fondi”.

“Ho suggerito con richiesta da parte italiana di intervenire sul fondo di solidarietà, cominciamo poi a pensare di chiedere alla commissione europea di sospendere la Bolkestein per le aziende distrutte dal maltempo”, ha fatto sapere Tajani. “Ci sarà un decreto e in tempi rapidi, cercheremo di dare risposte concrete a chi é stato colpito dal maltempo. Siciliani calabresi e sardi non verranno lasciati soli dal governo - ha aggiunto - Saremo accanto a loro anche quando i riflettori saranno spenti. Facciamo in modo che le loro ferite vengano rimarginate il prima possibile”.

"Stiamo affrontando un momento delicato, la Regione farà la propria parte. Abbiamo già stanziato 100 milioni di euro di fondi regionali e siamo pronti a stanziarne altri. Il mio appello é a fare sistema tra i vari livelli istituzionali del Paese, e al momento sta funzionando. Siamo tutti concentrati sull’emergenza e sulla soluzione dei problemi, senza polemiche, per dare immediate risposte ai siciliani. In questi giorni torneremo a Niscemi, nessuno perderà la propria casa: tutti avranno un tetto a Niscemi”, ha detto Schifani, durante la riunione.

"Sono contrario a realizzare una new town a Niscemi", ha poi sottolineato Schifani in conferenza stampa, a Palazzo d'Orleans, alla presenza di Tajani. "Sto aspettando di avere una relazione del sindaco su quanti immobili a Niscemi sono sfitti in modo tale da poter fare una comparazione con il numero di persone che hanno dovuto lasciare le proprie case e sono ospiti da qualche parte. Tamponeremo con queste case e poi urbanisticamente vedremo che domani affidare a Niscemi", ha aggiunto. "Io sono contrario a realizzare una nuova Niscemi - ha ribadito - Penso più a valutare la possibilità di espandere la città in quell'area limitrofa che il comune di Gela ha messo a disposizione. Aree pubbliche e quindi espropriabili a costo zero".

"Non ritengo che ci sia l'esigenza di un provvedimento ad hoc per Niscemi. Niscemi è già stata inserita, anche se all'ultimo, nell'ordinanza sui danni provocati dal ciclone Harry. Avere un secondo provvedimento significherebbe creare delle duplicazioni e allungare i tempi, io invece sono per la semplificazione", ha quindi sottolineato Schifani.

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