Pagina Facebook 'Mia Moglie', perquisiti gestori: una donna e un ragazzo di 24 anni

Decreti emessi dalla procura di Roma, sequestrati dispositivi informatici che ora verranno analizzati. L'indagata respinge le accuse: "Non sapeva dell'attività del marito"

La pagina Facebook 'Mia Moglie'
La pagina Facebook 'Mia Moglie'
10 gennaio 2026 | 10.14
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La Polizia di Stato ha eseguito i decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma nei confronti dei soggetti risultati coinvolti nell’attivazione e gestione della pagina Facebook 'Mia Moglie', oggetto di numerose segnalazioni lo scorso agosto alla Polizia Postale. Le indagini hanno portato all’identificazione di una donna di 52 anni, di un ragazzo di 24 e all’individuazione del titolare dell’account, con cui veniva gestito il gruppo Facebook, un settantenne leccese morto il 30 marzo 2025.

Nel corso delle perquisizioni, effettuate dagli operatori specializzati del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, del C.O.S.C. di Bari e della S.O.S.C. di Lecce, si è proceduto al sequestro di dispositivi informatici che ora verranno analizzati.

In seguito alla segnalazione della Polizia Postale il gruppo, costituito da migliaia di utenti che condividevano e commentavano immagini di donne, definite nei commenti mogli o compagne, pubblicate verosimilmente senza il consenso delle persone ritratte, è stato definitivamente chiuso dalla piattaforma social Facebook che ha collaborato con gli investigatori.

L'indagata respinge le accuse: "Non sapeva dell'attività del marito"

"Ha respinto tutte le accuse che le sono mosse nel corso di un interrogatorio fiume durato circa 10 ore". Così all'Adnkronos l'avvocato Salvatore Rondine che difende la signora di Lecce di 52 anni indagata dalla Procura di Roma per 'Revenge porn' (l'articolo è il 612 ter del Codice penale e cioè 'diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti'), insieme al 24enne ex compagno della figlia, in relazione all'inchiesta.

"La mia assistita ha assunto una condotta collaborativa con gli investigatori e si è professata assolutamente estranea rispetto all'accaduto ", aggiunge il legale. A creare la pagina Facebook sarebbe stato il marito della signora, un uomo di 70 anni, morto a marzo del 2025, prima che la vicenda venisse alla luce. L'indagine preliminare è condotta dalla Polizia Postale di Roma. La donna, che ha saputo di essere indagata al momento della notifica del decreto di perquisizione domiciliare, ha detto agli investigatori della Polizia postale di Lecce che l'hanno ascoltata in Questura, di "non aver avuto alcuna responsabilità, neppure minima, né alcun comportamento attivo nell'ambito della condotta contestata", continua l'avvocato Rondine.

L'altro indagato è l'ex compagno della figlia. "La signora paga dazio solo perché risultava essere l'intestataria dell'utenza con la quale chi ha compiuto materialmente l'azione ha diffuso le immagini e i video sessualmente espliciti", sottolinea il legale. La Polizia postale ha sequestrato oltre ai cellulari della donna anche diversi altri dispositivi tecnologici. "La signora emotivamente è molto colpita - conclude l'avvocato Rondine - perché non si aspettava che il marito potesse giungere a fare una cosa di questo tipo ma sta cercando di andare avanti essendo convinta della sua innocenza, con il sostegno della figlia, anche lei certa della terzietà della madre".

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