Dalla corrispondenza da Bonn, fino alla conduzione del telegiornale e alla creazione della trasmissione 'Di tasca nostra'
Dal Giornale Radio Rai alla conduzione del Tg2, dalla corrispondenza da Bruxelles e Bonn alla direzione del quotidiano "L'Ora" di Palermo. È morto all'età di 93 anni a Roma Tito Cortese, giornalista che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dell'informazione italiana, lasciando un segno nella carta stampata e nella televisione pubblica, promuovendo pionieristiche trasmissioni dedicate alla tutela dei diritti dei consumatori, come 'Di tasca nostra'.
Nato a Venezia il 3 gennaio 1933, Cortese aveva iniziato la carriera giornalistica nella redazione veneziana de "L'Avvenire d'Italia" mentre frequentava gli studi universitari in Lettere a Padova. Nel 1956 era stato assunto nella redazione romana de "Il Gazzettino", dove aveva ricoperto diversi incarichi: vaticanista, resocontista politico, inviato in Italia e all'estero ed editorialista. Successivamente aveva collaborato con "La Gazzetta del Popolo" di Torino, occupandosi di politica interna. Nel 1966 l'ingresso in Rai, prima al Giornale Radio e poi come corrispondente dall'estero. Dal 1970 aveva seguito da Bruxelles le attività della Comunità europea, per trasferirsi nel 1972 a Bonn, allora capitale della Germania Ovest, dove era rimasto fino al 1977. Tornato a Roma, era entrato nella redazione del Tg2 come caporedattore economico-sindacale, diventando anche conduttore dell'edizione serale del telegiornale.
Tra i contributi più significativi della sua esperienza televisiva figura la creazione di "Di tasca nostra", trasmissione dedicata al mercato, ai prodotti e ai servizi, affrontati dalla prospettiva dei diritti dei consumatori e degli utenti. Un programma innovativo, capace di portare in prima serata inchieste e informazioni scomode, con un approccio diretto e rigoroso che suscitò polemiche e contrasti nel mondo politico ed economico. Cortese aveva inoltre ideato e condotto "Atlante", rubrica dedicata ai temi internazionali, e partecipato alla programmazione di Rai 3 con "Posto pubblico nel verde".
Alla fine del 1988 aveva lasciato la televisione pubblica per assumere la direzione del quotidiano "L'Ora" di Palermo, incarico mantenuto fino al 1991. Negli anni successivi aveva proseguito l'attività giornalistica ed editoriale, collaborando con la casa editrice Laterza, dirigendo la rivista "LiberEtà" e realizzando per Rai Educational la serie "Enciclopedia dei diritti", nel 2001. Aveva inoltre continuato a scrivere di attualità politica fino al 2017 sul mensile "Nuovo Consumo". Nel corso della sua carriera aveva collaborato con alcune delle principali testate italiane, tra cui "Corriere della Sera", "Paese Sera", "L'Europeo" e "L'Unità".
Proprio per quest'ultimo giornale aveva fondato, insieme a Carlo Ricchini, "Il Salvagente", inizialmente dedicato alla tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, poi diventato una testata autonoma. Accanto all'attività professionale, Cortese aveva coltivato un costante impegno civile e sindacale. Era stato consigliere nazionale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) e aveva partecipato a diverse esperienze associative a tutela dei diritti e della comunicazione. Negli anni Ottanta aveva fondato, insieme a Stefano Rodotà, Vincenzo Vita e altri, il Movimento per la comunicazione di massa (Iride), contribuendo successivamente alla nascita della Federconsumatori e della Fondazione Icu. Nel 1994-1995 era stato presidente del Comitato nazionale per i referendum sulla legge Mammì.