Dopo alcune ore in fuga, il 28enne Giuseppe Musella si è consegnato: è accusato di omicidio volontario
Giuseppe Musella, fermato nella notte per omicidio volontario, ha confessato di aver ucciso sua sorella Jlenia con una coltellata alla schiena al culmine di una lite.
L'omicidio della 22enne è avvenuto martedì pomeriggio in un appartamento del rione Conocal, nella zona est di Napoli. Dopo alcune ore in fuga, il 28enne si è consegnato alla Polizia. Sulle sue tracce c'erano gli agenti della Squadra mobile di Napoli. La 22enne, soccorsa anche dallo stesso fratello, era arrivata ormai già senza vita al pronto soccorso dell'ospedale Villa Betania.
Jlenia e suo fratello Giuseppe prima che la discussione degenerasse con l'omicidio della 22enne avrebbero litigato per il cane.
Nelle prossime 48 ore il 28enne comparirà di nuovo davanti ai magistrati, stavolta per l'interrogatorio di convalida del fermo emesso d'urgenza dal pm Ciro Capasso.
Figli di un boss - il detenuto Antonio Circone - i due giovani avevano cambiato cognome. Giuseppe Musella ora è in carcere, mentre la salma della 22enne è a disposizione della Procura per l'autopsia. Secondo quanto emerso finora, i fratelli Musella avrebbero litigato in due momenti differenti a causa del cane, preso a calci da Jlenia: a quel punto Giuseppe avrebbe impugnato un coltello da cucina e rincorso la sorella dall'appartamento fino all'esterno dell'edificio, dove la 22enne è giunta già con l'arma conficcata nella schiena. Da capire anche se la dinamica descritta dal 28enne coincida con la ricostruzione degli inquirenti.