Omicidio Pierina Paganelli, Dassilva: "Non ho intenzione di andare via, Italia mi è sempre piaciuta"

Il 36enne dopo l'assoluzione: "Felice abbiano capito che io non c'entro niente"

Louis Dassilva - (Ipa)
Louis Dassilva - (Ipa)
11 giugno 2026 | 17.15
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"Non ho intenzione di andare via. L'Italia è un Paese che mi piace, mi è sempre piaciuto e sogno sempre di fare la mia vita qua". Così Louis Dassilva, assolto dalla Corte d'Assise nel processo per l'omicidio di Pierina Paganelli, durante una conferenza stampa a Rimini insieme ai suoi legali Riario Fabbri e Andrea Guidi.

Pierina Paganelli, 78 anni, è stata uccisa a Rimini con 29 coltellate il 3 ottobre del 2023. Dassilva, vicino di casa della vittima, unico accusato per l'omicidio, è stato liberato dopo quasi due anni di carcere. La Procura aveva chiesto l’ergastolo per il 36enne che è stato assolto per non aver commesso il fatto. "Ha vinto solo la giustizia", ha detto subito dopo la sentenza arrivata dopo oltre 15 ore di camera di consiglio.

Il delitto di Pierina Paganelli resta, quindi, al momento senza un colpevole. "Sono molto contento, felice che la Corte d'Assise ha capito che non c'entro niente in questa faccenda, perché io non ho fatto niente, non c'entro niente in questo omicidio", ha detto ancora Dassilva.

Dopo essere uscito dal carcere, "intende finalmente riappropriarsi della propria vita", ha detto l'avvocato Andrea Guidi. "Non vuole niente di eccezionale, ma riappropriarsi della sua quotidianità, di riprendere la sua attività lavorativa, di diventare quello che già era, cioè una persona libera, con una vita normale, con tutto quello che ne comporta e ne consegue", ha poi aggiunto.

"Sicuramente troverà un'abitazione diversa dal contesto, in cui precedentemente ha vissuto - ha proseguito l'avvocato - Ci lavoreremo prossimamente. Sarà, ovviamente, questa una soluzione di buon senso per tanti motivi, ma soprattutto è una richiesta che proviene da Louis". Anche Guidi ha sottolineato che Dassilva "non ha nessuna intenzione di allontanarsi dall'Italia, luogo che ha voluto raggiungere, che ha raggiunto e dal quale assolutamente non intende allontanarsi".

“La vicenda non è finita”, ha poi detto l’avvocato Riario Fabbri. Il legale ha spiegato che si trattava di un’informazione “che avevamo già dato a Louis Dassilva sin da quando era stato identificato”, ovvero che “questa sarebbe stata una partita che si chiudeva a Roma in Cassazione, vista la portata dell’evento e, soprattutto, la gravità del reato contestato”. “Sappiamo benissimo che questa è una pronuncia importantissima ma parziale, perché soggetta a impugnazione, che ovviamente vi sarà – prosegue –. E sicuramente la parte soccombente in appello andrà a ricorrere in Cassazione”.

"Speriamo e riteniamo che siano state accolte delle deduzioni difensive su cui noi crediamo molto, ma quello che conta è quello che verrà scritto come motivazione da parte della Corte d'Assise per indicarci il perché Dassilva è stato assolto - ha proseguito -. Su quello e sulle deduzioni e sui motivi di gravame che verranno indicati dall'accusa si svolgerà tutta l'attività ulteriore, che dovremo andare a compiere, che è quella di difenderci anche in secondo grado. Però lo faremo con due punti fondamentali rispetto a quello che è avvenuto fino adesso". Per il legale, “il primo è che abbiamo una pronuncia di primo grado a noi favorevole, che sicuramente indicherà la correttezza di alcune deduzioni difensive” e il secondo “è che Louis Dassilva lo affronterà da libero. E questo ci permette non solo una diversa gestione, ma anche la possibilità di andare a compiere degli accertamenti con la figura interessata, che potranno restituirci delle verità, che poi cercheremo di introdurre, ove necessario e indispensabile e di interesse, nel gravame di appello”.

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