Notte di guerriglia a Palermo, pietre contro poliziotti per proteggere tre motociclisti in fuga

Alcuni agenti sono rimasti feriti. Due aggressori sarebbero stati individuati e bloccati

Auto della polizia - (Fotogramma)
Auto della polizia - (Fotogramma)
14 settembre 2026 | 10.49
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Notte di guerriglia a Palermo, nel quartiere Falsomiele, dove i poliziotti di una volante sono stati presi a colpi di pietre lanciate contro l'auto da parte di un gruppo di residenti che volevano proteggere tre motociclisti in fuga in gara tra loro. Alcuni agenti sono rimasti feriti. Due aggressori sarebbero stati individuati e bloccati in un magazzino.

"I sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato" dice il segretario generale aggiunto del Sap, Giuseppe Coco, "sono il frutto di un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile".

"Otto poliziotti feriti, volanti accerchiate e due veicoli di servizio gravemente danneggiati da una folla di circa cento persone scese in strada con pali di ferro, tavoli, sedie e pietre al solo scopo di impedire il fermo di due soggetti in fuga. Ciò che è accaduto nella notte tra domenica e lunedì nel quartiere Falsomiele a Palermo è un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni", dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, "è inaccettabile che per svolgere il proprio dovere e far rispettare la legge si debba rischiare il linciaggio, affrontare folle pronte a tutto e mettere a rischio la propria incolumità se poi il sistema non garantisce una pena certa e immediata per chi si rende responsabile di tali violenze".

"Questa è ormai diventata una triste costante in alcune zone: quella cioè di cittadini che si lanciano a difesa dei malviventi - afferma Felice Romano, segretario generale del Siulp - Ecco perché chiediamo al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia di varare dei piani di intervento che non consentano più connivenze a tutela di chi delinque. Perché ne va non solo della sicurezza dei cittadini perbene e del territorio di tali città, ma soprattutto della credibilità dell’azione dello Stato. In uno Paese democratico, nessuno, e sottolineiamo nessuno, può farsi giustizia da se: né chi subisce violenza, né chi indossa una divisa, ma soprattutto né chi delinque. Attendiamo una risposta immediata e concreta a tutela dei poliziotti e dei cittadini e della democrazia del nostro Paese”.

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