Ranucci, il legale conferma: "Querelerà la giudice Forleo"

Stamane l'annucio del legale del giornalista, poi le parole del conduttore, quindi la precisazione all'Adnkronos

Sigfrido Ranucci e Clementina Forleo - (Fotogramma/Ipa)
Sigfrido Ranucci e Clementina Forleo - (Fotogramma/Ipa)
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19 agosto 2026 | 11.18
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Nessun passo indietro sulla querela nei confronti di Clementina Forleo. Il legale di Sigfrido Ranucci, l’avvocato Roberto De Vita conferma quanto annunciato oggi nei confronti della consigliera della Corte di Appello di Roma per un suo post pubblicato su Facebook. In serata il conduttore intervenendo a Fiera di Primiero, in Trentino, aveva dichiarato di non voler querelare Forleo. “Era un ragionamento sarcastico male interpretato” afferma all’Adnkronos De Vita riportando la lettura del conduttore di Report che ha ribadito la decisione di presentare la querela.

Cosa ha detto Ranucci

"Non gliela faccio perché ha detto correttamente che ha ripreso notizie fatte dal Foglio e da Sottile, quindi ha tracciato i 'mandanti', diciamo così. Adesso sposteremo l'attenzione. Loro per scrivere quelle cose sicuramente hanno le prove", aveva detto il conduttore nel corso dell'evento.

"Non posso dirvi niente perché questa mattina la Rai mi ha ricordato che per ogni dichiarazione devo chiedere l'autorizzazione altrimenti si riapre il codice etico, l'audit, un altro codice etico, un altro provvedimento disciplinare" ha aggiunto Ranucci spiegando che in merito all’inchiesta sull’attentato “non posso rispondere, non parlo per rispetto dei magistrati".

L'annuncio della querela e la risposta di Forleo

Ranucci ha dato mandato stamani di querelare la giudice per il post pubblicato nei giorni scorsi sui social dove Forleo si chiedeva “chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti i costi mantenere il timone di Report con la minaccia di spifferare le chat con ‘tutti’? E chi sono i ‘tutti’ di cui parla?”. Nel post poi aggiungeva: “In un Paese normale (attentato falso o vero a parte) Ranucci sarebbe stato già indagato per estorsione e i suoi telefoni sequestrati: solo per tali gravi intimidazioni. Voglio credere che sarà così e che è solo una questione di tempo: non tutti i magistrati appartengono alla categoria del ‘tanto meglio’".

"Dispiace che una magistrata, ben consapevole dell’importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali - aveva quindi commentato l’avvocato De Vita, interpellato dall’Adnkronos - abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali Ranucci è costretto a rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. Parole ben oltre la perdita di sobrietà con gravi conseguenze legali”.

All'annuncio di querela, Forleo aveva risposto tramite l'Adnkronos: “Il mio post - aveva scritto - era una mera riflessione in ordine a propalazioni rese da Sigfrido Ranucci riportate dai giornalisti Carmelo Caruso e Salvo Sottile e mai smentite dall'interessato. In uno Stato di diritto ognuno si assume le responsabilità delle sue condotte, incluse le querele che sporge”.

Il legale: "Ogni iniziativa Rai sarebbe inquinata da falsità, attendere conclusione indagini"

Quanto alla Rai, “ogni iniziativa" che l'azienda "dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno della Azienda”, affermava l’avvocato De Vita.

“Motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse, sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali. Motivazioni inerenti una ‘incompatibilità ambientale’ attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l’Azienda, sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima, che ben poco ospizio ha nel nostro ordinamento. Ogni ulteriore ed altra giustificazione - diceva il legale - sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione”.

“Per questo saggezza ed equilibrio, considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta di solidarizzare senza esitazione verso la vittima di un grave attentato e anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana oppure (cosa che non sarà ed è già ben evidente) censurare consapevoli o inconsapevoli disinvolture (la cui esistenza si rinviene solo nelle dichiarazioni e negli scritti di politici e giornalisti da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report)”, concludeva l’avvocato De Vita.

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