Lo spazio, fondato da Gemma Vecchio, nato da una costola di Casa Africa, sarà inaugurato stasera a Piazza dei Navigatori
Nasce a Roma (Piazza dei Navigatori 4 bis) l’Accademia italiana di Arte Culinaria. Un luogo per giovani neet ('not in education, employment or training), adulti che fanno fatica a entrare o rientrare nel mondo del lavoro, persone migranti. E un’opportunità per costruire autonomia e immaginare un futuro. L’Accademia di arte culinaria punta a creare legami, condividere saperi, aprire nuove strade. L'inaugurazione stasera alle ore 19.30. L’Accademia, fondata da Gemma Vecchio da una costola di Casa Africa, attiva a Roma dal 1979, si occupa di accoglienza e integrazione dei migranti e italiani, offre scuola di chef, di arte culinaria, di pasticceria e corsi di italiano, formazione professionale, supporto sociale e distribuzione alimentare e si avvale della presenza, come testimonial, di Guillermo Mariotto, poliedrico designer, ambasciatore e promotore ideale delle attività dell’intera Accademia. Un impegno, il suo cominciato in piena pandemia.
"Mi ero impegnato, ai tempi del coronavirus, con l’Associazione Casa Africa onlus a preparare tre volte a settimana almeno 150 pasti- ha raccontato all’Adnkronos Guillermo Mariotto- Il mio forte sono i primi piatti. Pasta e fagioli, pasta al tonno e al pesto. Ma anche con i carciofi, piatto tipicamente romano. Casa Africa onlus - ha aggiunto - si occupa di tutte quelle persone senza fissa dimora, senza lavoro e senza reddito. Gli ultimi, i più bisognosi. I volontari operano soprattutto tra via Marsala e via Tiburtina - ha continuato Mariotto - Quando si è fortunati e in salute è un dovere fare del bene e aiutare coloro che non ce la fanno. A tutti può capitare di perdere il lavoro, di ritrovarsi senza casa. E in tempi di coronavirus ricordo che anche per gli homeless la situazione era peggiorata. Anche per una semplice elemosina nessuno li avvicinava più. Ho capito che attraverso il sacrificio a l'empatia con il prossimo in difficoltà raggiungo la serenità - ha concluso- Una volta credevo che il sacrificio fosse una grandissima rottura di scatole, mentre oggi non potrei più farne a meno".
L’Accademia segna una nuova tappa di questo impegno. La scelta della cucina nasce anche dall’esperienza maturata con precedenti corsi professionali nel settore della ristorazione, tra cui quelli per camerieri, che hanno aiutato alcuni partecipanti a trovare un’occupazione. "Tanti hanno trovato lavoro: camerieri, pizzaioli… - ha raccontato Gemma Vecchio- Un’esperienza che ha rafforzato la convinzione che imparare attraverso la pratica possa fare la differenza, soprattutto per chi parte da una condizione di svantaggio e fatica a trovare spazio nel mercato del lavoro. Non si tratta soltanto di trasmettere conoscenze tecniche, ma anche di aiutare le persone a riconoscere le proprie capacità e a immaginare nuove prospettive".