I quattro lavoratori agricoli sono stati bruciati vivi lunedì scorso in un minivan in Calabria. Per l'efferato omicidio ci sono stati due fermi
"L'Italia non arretra davanti alla violenza e alla barbarie: è fondamentale fare piena luce su questo terribile crimine e assicurare tutti i responsabili alla giustizia". E' quanto scrive sui social, Giorgia Meloni, con riferimento alla strage dei quattro braccianti agricoli, arsi vivi in un minivan lunedì scorso in Calabria.
L'orribile omicidio dei quattro braccianti in Calabria ha sconvolto tutti noi. La notizia dei primi fermi, resi possibili anche grazie agli elementi prontamente raccolti dagli investigatori attraverso il sistema di videosorveglianza dell'area in cui si sono svolti i fatti,…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 3, 2026
L'episodio viene definito dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D'Alessio "di una gravità inaudita, sia nella sua oggettività perché quattro persone hanno perso la vita, sia per le modalità" dell'omicidio. Tuttavia, mi preme evidenziare che, nel giro di poche ore, aggiunge "c'è stata una pronta risposta da parte dello Stato, il che contribuisce a dare un messaggio positivo, soprattutto in territori come la Calabria e, più in generale, nelle regioni meridionali". D'Alessio ha evidenziato "l'elevatissima professionalità della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Cosenza, in un territorio come quello della provincia di Cosenza in cui è "difficile intervenire, in località che sono anche distanti tra loro".
Due cittadini pachistani sono stati fermati per la strage di Amendolara. I quattro connazionali, tutti braccianti, sono stati trovati carbonizzati in un minivan sulla Statale 106 vicino a un distributore. Gli arresti sono scattati a Villapiana: i sospettati, identificati con le telecamere di videosorveglianz e con le testimonianze, sono stati portati in Questura a Cosenza e interrogati dalla Squadra Mobile. Per la Procura di Castrovillari i migranti sono stati uccisi sul posto e poi bruciati. Le vittime lavoravano nella Sibaritide e si dirigevano al Metapontino.