Centro sequestrato, vigili e tecnici all'interno per mettere in sicurezza palazzina prima dei sigilli. Piantedosi: "Non c'è spazio per violenza". Portavoce Askatasuna: "Chiara indicazione per fermare lotte pro Palestina"
Il centro sociale Askatasuna è stato sgomberato oggi, 18 dicembre 2025, nell'ambito di un'operazione di polizia. Le forze dell'ordine hanno compiuto perquisizioni all’interno dello stabile e nelle abitazioni di alcuni militanti vicini al centro sociale. Nel primo pomeriggio momenti di tensione: le forze dell'ordine sono intervenute con gli idranti per rimuovere il presidio permanente di manifestanti.
Ancora tensioni quindi al corteo promosso dai militanti in serata: ai manifestanti che durante la marcia nel quartiere Vanchiglia hanno lanciato petardi, bottiglie e rovesciato cassonetti lungo le strade, le forze dell’ordine hanno risposto ancora con gli idranti e il lancio di lacrimogeni accerchiando il corteo e impedendogli di muoversi. A quanto si apprende, una decina di poliziotti dei reparti mobili sarebbero rimasti feriti a seguito del lancio di bottiglie e oggetti contundenti.
'Askatasuna vuole dire libertà. Il futuro comincia adesso!’, lo striscione steso davanti al centro sociale. “L’Askatasuna non si tocca, la difenderemo con la lotta”, hanno gridato in coro i manifestanti che poi dal microfono hanno proseguito: “Essere qui stasera è una risposta chiara, è la risposta che non abbiamo paura, possono perquisirci, chiuderci, denunciarci e anche arrestarci, ma ci troveranno sempre nelle strade perché Askatasuna non sono mai state quattro mura, Askatasuna vive nelle strade a fianco di chi è in difficoltà".
“Quello che è accaduto oggi è la volontà chiara di un governo che vuole reprimere le manifestazioni oceaniche a sostegno del popolo Palestinese ma questo non fermerà le lotte e da qui mandiamo un messaggio al governo e alla Città: se non ci vogliono qui ci avranno nelle strade, è una promessa. Quello di questa sera è solo un primo appuntamento in cui rilanciamo una grande manifestazione cittadina sabato pomeriggio alle 14.30 in Santa Giulia, cuore del nostro quartiere”, hanno aggiunto.
Il centro, a quanto si apprende, è stato sequestrato e al momento all'interno sono al lavoro vigili e tecnici per mettere in sicurezza la palazzina prima che vengano posti i sigilli. Sono otto i decreti di perquisizione, tra cui il centro sociale Askatasuna. I provvedimenti rientrano nell’ambito dell’inchiesta che complessivamente conta decine di indagati per gli assalti a Ogr, Leonardo, La Stampa e Città Metropolitana in occasione delle manifestazioni pro Palestina. Tra i reati contestati, a quanto si apprende, figurerebbero complessivamente danneggiamento, imbrattamento, invasione di edifici, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.
"Sgomberato il centro sociale Askatasuna di Torino. Dallo Stato un segnale chiaro: non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese", scrive sui social, il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi.
Sui social vicini al centro sociale si parlava da subito di un possibile sgombero: "Accorrete", si leggeva nei messaggi. Sul posto Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza che presidiano l’intera area. Diversi militanti sono accorsi sul posto, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine: non si sono verificate tensioni.
Il Comune di Torino ha annunciato lo stop al patto di collaborazione per trasformare il centro sociale Askatasuna in bene comune vestito da un gruppo spontaneo. A comunicarlo, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che sottolineava: "La Prefettura di Torino ha comunicato alla Città l’accertamento della violazione delle prescrizioni relative all'interdizione all’accesso ai locali di corso Regina Margherita 47. Tale situazione configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti".
"Ci sembra una chiara indicazione del governo Meloni per fermare quelle che sono state le lotte per la Palestina di questi mesi con cortei oceanici in tutta Italia". Così Stefano, tra i portavoce del centro sociale Askatasuna, ha commentato l’operazione di polizia. "Da quello che siamo riusciti ad apprendere questa mattina ci sono state perquisizioni a casa di diversi studenti e giovani che hanno frequentato le piazze in questi mesi e anche qui ad Askatasuna. Quello che vediamo è un atteggiamento muscolare da parte delle forze dell'ordine e ci sembra chiaro che anche il sindaco Lo Russo stia cedendo di fronte a delle volontà fasciste del governo di chiudere esperienze come quelle del centro sociale Askatasuna, una presenza ormai quasi trentennale del quartiere Vanchiglia e di Torino in generale. Quindi quello che vediamo - prosegue - ci sembra un attacco ovviamente alle lotte e a delle esperienze di quartiere che costruiscono iniziative dal basso da più di 30 anni".
"Askatasuna non si tocca. La difenderemo con la lotta. Se ci sgomberate bloccheremo tutto", il coro partito dal presidio che da questa mattina si è radunato davanti al centro sociale.
“Caro sindaco, te l’avevo detto, te l’avevamo detto. Quanto emerso oggi durante le perquisizioni al centro sociale Askatasuna di Torino conferma ciò che denunciamo da tempo: quel già assurdo patto di collaborazione siglato con il Comune è stato un’altra volta apertamente violato", ha dichiarato il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.
"L’accordo prevedeva - ha continuato - un utilizzo limitato e regolamentato degli spazi. La presenza di persone che vi abitavano stabilmente, ben oltre quanto consentito, dimostra che non c’è mai stata la volontà di rispettare le regole. Quando un patto viene tradito, quel patto cessa di avere valore. Non esistono zone franche né scorciatoie ideologiche che giustifichino l’illegalità. Chi occupa spazi pubblici e non rispetta gli accordi presi con le istituzioni non può pretendere indulgenza o coperture politiche. Askatasuna deve essere sgomberato: lo Stato non tratta con chi considera le regole un optional".
"L'imbarazzante gestione della questione da parte del Comune e del sindaco ha, com'era ovvio, portato soltanto a una perdita di tempo. Parlare di patto sciolto, ora, non basta più. Siamo nel bel mezzo di uno scenario che richiede responsabilità e azioni politiche, un lessico e un immaginario da Libro Cuore non risolveranno la situazione. Il sindaco di Torino prenda atto concretamente della violazione e agisca di conseguenza: - conclude il ministro - governare una città significa far rispettare le regole, non voltarsi dall'altra parte".