Nel centenario della morte esce “Gaudí vivo”, il libro di Chiara Curti che restituisce il volto umano dell’architetto della Sagrada Família
Cento anni dopo la sua morte, Antoni Gaudí torna al centro dell’attenzione mondiale. Il 10 giugno Papa Leone XIV sarà a Barcellona per celebrare una Messa nella Sagrada Família in occasione del centenario della scomparsa dell’architetto catalano, autore di una delle opere più straordinarie della storia dell’arte. Gaudí era stato proclamato venerabile da Papa Francesco nell’aprile dello scorso anno, in uno dei suoi ultimi atti di governo. Ora, la presenza del Pontefice nella basilica simbolo della sua vita e della sua fede sembra indicare che il percorso verso gli altari sia entrato in una fase decisiva.
In questo contesto arriva in libreria "Gaudí vivo" (Edizioni Ares, 296 pagine, 20 euro), una nuova biografia firmata dall’architetta e studiosa Chiara Curti, considerata tra le massime esperte internazionali del maestro catalano. Curti, che vive a Barcellona da oltre venticinque anni e ha lavorato anche nel cantiere della Sagrada Família, è stata scelta dal National Geographic per realizzare il numero monografico dedicato a Gaudí nell’anno delle celebrazioni del centenario.
Il volume si distingue dalle tradizionali biografie dedicate all’architetto. Non si limita infatti a ripercorrerne le opere, ma cerca di restituire il volto umano dell’uomo che le ha concepite. Attraverso testimonianze, aneddoti e documenti, il lettore viene immerso nella Barcellona tra Ottocento e Novecento, seguendo Gaudí nella quotidianità dei cantieri, nei rapporti con gli operai, nelle amicizie, nella preghiera e nella ricerca incessante della bellezza.
«L’obiettivo di Gaudí vivo non è spiegare Gaudí, ma lasciarlo parlare», scrive nella prefazione l’astrofisico Marco Bersanelli. Una scelta narrativa che restituisce al lettore non un personaggio monumentale e distante, ma un uomo vivo, capace di interrogare ancora il presente.
Nato nel 1852 da una famiglia di artigiani del rame, Gaudí fece della Sagrada Família la missione della propria esistenza. Negli ultimi anni visse quasi come un asceta, condividendo la vita degli operai e dedicando ogni energia al tempio espiatorio. Convinto che «per fare bene le cose ci vuole prima l’amore e poi la tecnica», concepiva l’architettura come una forma di carità e come uno strumento per elevare l’uomo verso Dio. Il libro è arricchito da un importante apparato fotografico realizzato con immagini provenienti dall’archivio della Sagrada Família e da due contributi d’eccezione: oltre alla prefazione di Marco Bersanelli, c'è la postfazione di Jordi Faulí, attuale architetto direttore della basilica e custode dell’eredità progettuale gaudiniana.
Proprio Curti, Bersanelli e Faulí saranno protagonisti di un incontro dedicato a Gaudí durante il Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, in programma a Rimini il prossimo 22 agosto, in un evento che si annuncia tra i momenti più significativi delle celebrazioni del centenario. A un secolo dalla morte, il grande architetto catalano continua così a parlare al mondo. Non soltanto attraverso le pietre, le torri e la luce della Sagrada Família, ma anche attraverso una testimonianza umana e spirituale che molti ritengono ancora sorprendentemente attuale.