L'autore, che affronta diversi temi tra cui quello della perdita, della memoria, del desiderio e dell'identità, è al Salone del Libro di Torino per incontri con i lettori
Un romanzo visionario sull'amore, sulla memoria e sul vuoto delle cose incompiute. E' 'Civico 27', il libro d'esordio di Nicola Evangelista, pubblicato da Pathos Edizioni, che arriva al Salone Internazionale del Libro di Torino dove l'autore sarà presente dal 14 al 16 maggio per incontri con i lettori e sessioni di firma copie nello stand della casa editrice.
"Siamo soli nel dolore mentre tutto va avanti e la festa continua", scrive Evangelista che propone un’opera intensa che affronta amore, perdita, memoria, desiderio e identità generazionale con una scrittura cinematografica, sensoriale e profondamente umana. L’edificio immaginato da Evangelista diventa una potente allegoria dell’interiorità contemporanea: un luogo mentale dove il tempo smette di essere lineare e la memoria assume la consistenza di uno spazio fisico. A ogni piano del civico 27 ci sono tante porte, ognuna diversa dall’altra, porte che si aprono su particelle di una storia d’amore. Dietro ogni porta, il protagonista trova ricordi e avvenimenti che non seguono una cronologia, ma un deragliamento del tempo dalla sua linea. Così l’amore, la malattia e la perdita diventano stanze senza soffitto, dove l’anima sperimenta la portata del dolore.
Come accade nella narrativa di Haruki Murakami, anche in 'Civico 27' la realtà si incrina lentamente lasciando emergere una dimensione sospesa e malinconica. Ma nel romanzo si avverte anche una tensione emotiva che richiama certa sensibilità di Marguerite Duras, insieme a una visione notturna ed esistenziale che, per intensità visiva, può ricordare alcune atmosfere di Pier Paolo Pasolini. La scrittura di Evangelista non cerca semplicemente di raccontare una trama. Cerca di trattenere ciò che normalmente sfugge: un odore, una luce all’alba, il rumore distante della notte, la nostalgia improvvisa di qualcosa che non tornerà più. Nel suo libro Evangelista parla soprattutto di ciò che resta: delle relazioni finite troppo presto, delle parole mai dette, delle persone che continuano ad abitare dentro di noi anche quando non esistono più nella nostra vita.
In questa chiave, il romanzo racconta una generazione cresciuta tra eccessi, musica, notti infinite e connessioni emotive velocissime, incapace però di trovare un vero luogo in cui fermarsi. Tra Focene, la nebbia di Coccia di Morto e ville illuminate da luci stroboscopiche, Evangelista costruisce un paesaggio umano decadente e poetico, in cui ogni personaggio sembra cercare disperatamente una forma di salvezza emotiva. I temi attraversati dal libro parlano a una sensibilità universale: il bisogno di essere ricordati, la paura dell’abbandono, la dipendenza affettiva, la nostalgia, il vuoto lasciato dalle cose incompiute.Ed è forse proprio qui che 'Civico 27' trova la sua forza più autentica: nella capacità di trasformare fragilità intime e silenziose in immagini narrative potenti e riconoscibili.
Per oltre vent’anni Evangelista ha lavorato tra cinema, organizzazione di eventi, nightlife e percorsi umani attraversati tra Italia, Francia e Stati Uniti. Dopo studi nel counseling psicologico, approda oggi alla narrativa con una voce personale, emotiva e profondamente contemporanea, trasformando esperienze vissute, osservazione emotiva e inquietudini generazionali in materia letteraria. La sua scrittura nasce dall’ascolto: delle persone, delle assenze, dei silenzi e di quella solitudine invisibile che spesso continua a esistere anche nei luoghi più affollati.