Diventare hub internazionale, la 'missione' del Museo Archeologico di Reggio Calabria

Presentato il Piano Strategico 2026–2028, il direttore Sudano: "Vogliamo rafforzare il ruolo dell'istituzione come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo"

Diventare hub internazionale, la 'missione' del Museo Archeologico di Reggio Calabria
10 aprile 2026 | 18.56
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Diventare sempre di più un punto di riferimento per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, affermandosi come hub culturale internazionale del Mediterraneo. Rafforzare il legame con il territorio puntando sullo sviluppo di un’offerta culturale innovativa e accessibile e sul potenziamento della capacità di attrarre risorse economiche e progettuali. Questi gli obiettivi principali del Piano Strategico 2026–2028 del museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che punta a diventare un motore di crescita territoriale e nazionale. Al centro del Piano, presentato questa mattina, il miglioramento della qualità complessiva dell’esperienza museale, attraverso interventi coordinati su accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi e sulla programmazione culturale. In questa prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un presupposto strategico per una valorizzazione del patrimonio. Il Piano risponde, dunque, all’esigenza di dotare il museo - custode di un patrimonio unico al mondo, a partire dai Bronzi di Riace – di una programmazione strutturata.

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“Il Piano Strategico 2026–2028 rappresenta per il Museo uno strumento fondamentale per programmare il futuro con consapevolezza e coerenza. Nasce dall’esigenza condivisa di superare interventi frammentari e costruire una visione unitaria, capace di integrare le diverse progettualità e valorizzare appieno il potenziale del MarRc", ha affermato Fabrizio Sudano, direttore del museo calabrese che ha aggiunto: "Si tratta di un percorso che mette al centro le persone, rafforzando l’identità del Museo e la sua capacità di dialogare con il territorio, con i pubblici e con le istituzioni, in una prospettiva sempre più aperta e plurale. Vogliamo rafforzare il ruolo del Museo come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo, aperto alla comunità e proiettato in una dimensione nazionale e internazionale, in grado di affrontare con strumenti adeguati le sfide della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità”.

Particolare attenzione è rivolta al miglioramento della qualità complessiva dell’esperienza museale, attraverso interventi coordinati su accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi e sulla programmazione culturale. In questa prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un presupposto strategico per una valorizzazione duratura del patrimonio. Il percorso ha visto impegnato un team guidato dal direttore Fabrizio Sudano e arricchito da Massimo Osanna, direttore Generale Musei del ministero della Cultura. Il progetto ha coinvolto il personale del museo, parte integrante di tutte le fasi di costruzione del Piano, ed è stato realizzato grazie al supporto operativo e progettuale di CoopCulture e si è avvalso del contributo scientifico e metodologico di Ludovico Solima dell’Università della Campania 'Luigi Vanvitelli'.

“Il Piano Strategico del MArRC è uno strumento fondamentale per orientarne lo sviluppo, chiarire le priorità e rafforzarne il ruolo culturale, scientifico e territoriale”, ha sottolineato Ludovico Solima che ha collaborato alla stesura del Piano. “Non si tratta di un adempimento formale, ma di un dispositivo di governo che consente al Museo di definire obiettivi chiari, valorizzare le proprie risorse e consolidare il rapporto con i pubblici, il territorio e gli stakeholder. Il Piano nasce da un percorso rigoroso, basato sull’analisi dei dati, sull’ascolto e sulla capacità di tradurre la progettazione in azioni concrete e sostenibili, valorizzando il patrimonio, la funzione pubblica del Museo e la sua proiezione nel contesto mediterraneo”.

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