Da domani in libreria il volume del giornalista che ricostruisce con atti e documenti il contesto di quegli anni
Il filo che lega le sparizioni di Mirella Gregori e di Emanuela Orlandi e l'avanzare dell'istruttoria del giudice istruttore Ilario Martella sull'attentato al Papa, ripercorso tappa per tappa attraverso centinaia di migliaia di documenti, italiani ed esteri, molti dei quali inediti: esce domani in libreria '1983 - Mirella Gregori, Emanuela Orlandi e l'istruttoria del giudice Martella sull'attentato al Papa Vol.1' (ed. Baldini+Castoldi, collana Temporeale) del giornalista, ricercatore e saggista Gian Paolo Pelizzaro. Un fitto lavoro di ricostruzione con la prefazione dello stesso giudice Martella. A 43 anni dalle scomparse delle due ragazze, obiettivo di Pelizzaro è collocare le sparizioni nel contesto storico in cui sono maturate, partendo anche da prima del "1983" che dà nome al libro e che viene attraversato per ricostruire tutti i tasselli storici di un puzzle.
La decisione di Papa Giovanni Paolo II di recarsi in Polonia, le inchieste dei giudici istruttori Rosario Priore e Ferdinando Imposimato, l'istruttoria di Martella sull'attentato al pontefice: le scomparse di Mirella ed Emanuela vengono riportate nel tempo esatto in cui si sono verificate perché possano essere lette senza dimenticare le dinamiche di quegli anni e gli equilibri della Guerra Fredda. "I casi Gregori e Orlandi emergono così - si legge nella presentazione del libro - come il centro di una strategia di pressione e manipolazione costruita per condizionare l'indagine sull'attentato al Papa e alterare il corso della giustizia italiana". Secondo l'autore quindi, sui casi di Mirella ed Emanuela non c'è l'ombra di un depistaggio, ma una precisa opera di interferenza e destabilizzazione.
Un lavoro analitico che dà voce ad atti e documenti ripescati dagli archivi. Interessanti le primissime analisi del Sisde che da subito, sebbene con la dovuta cautela, individuava gli obiettivi dell'intera operazione "o nella Chiesa cattolica o nei suoi massimi rappresentanti - si legge nel libro - in una cornice di ampia portata destabilizzante e/o nella volontà di creare ulteriori squilibri nella situazione italiana ovvero siano inseribili in una manovra composita e plurivalente".
Non solo. Come ricostruisce Pelizzaro nel libro, le analisi del Sisde coglievano sin dall'inizio un dato preciso rispetto a chi rivendicava il rapimento Orlandi ipotizzando "un gruppo organizzato, coordinato e dotato di autonoma capacità di intelligence". Il lettore sarà messo in condizione di farsi una propria idea sulle tante circostante, piste, ipotesi emerse negli anni e anche sul modo in cui la vicenda Orlandi fu vissuta Oltretevere attraverso la lettura della originale corrispondenza diplomatica tra Santa Sede e Stato italiano o la ricostruzione di episodi particolari, come gli attimi seguiti al rientro in Vaticano di Woityla, alla fine del viaggio a Cracovia, in una giornata segnata dalla denuncia di scomparsa della cittadina vaticana.
A riflettere sulla dettagliata indagine storica e investigativa svolta nel libro è nella prefazione Martella, che fu anche giudice istruttore sulla scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi (1985-1990): "Avevo la netta sensazione che l'avanzare dell'istruttoria sull'attentato al Papa avesse, in qualche modo, toccato fili pericolosi. Le pagine di questo libro ci spiegano finalmente che fili furono toccati", scrive l'allora giudice istruttore.
La scomparsa delle due ragazze doveva essere "gestita e dunque finalizzata alla realizzazione dell'originario disegno: creare e promuovere false piste investigative che distraessero dal caso Antonov e - ancor più - lanciassero segnali tranquillizzanti ad Agca in carcere per indurlo a 'tirare il freno' alla sua collaborazione con la giustizia", scrive ancora Martella. Il lavoro di Pelizzaro è destinato a proseguire con un secondo volume.