Il volume sarà presentato mercoledì 11 marzo, alle ore 16, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani
"L'impronta - La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella Giustizia": sarà disponibile tra pochi giorni in libreria il libro della giornalista Giancarla Rondinelli e sarà presentato mercoledì 11 marzo, alle ore 16, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma nel corso di un incontro, moderato dalla giornalista Hoara Borselli, durante il quale l'autrice dialogherà con il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, con il direttore ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, con il presidente Socialcom Luca Ferlaino e con l'editore Florindo Rubbettino. Il volume, (ed. Rubbettino), riporta la prefazione del presidente del Senato Ignazio La Russa.
Giancarla Rondinelli, giornalista del Tg1, ha seguito insieme alla sua testata tutte le anticipazioni mediatiche più importanti sulla nuova indagine, iniziata esattamente un anno fa, portata avanti dalla Procura di Pavia guidata da Fabio Napoleone: il nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, Andrea Sempio, il suo alibi, l’impronta 33, l’incidente probatorio, le perizie e il nuovo lavoro del Ris, l’intreccio della vicenda con la Procura di Brescia. In questo libro, l’autrice parte dai nuovi fatti e racconta come e quando Garlasco, da vicenda giudiziaria sia diventato un caso politico che riguarda tutti noi. “Quando la giustizia fallisce, non solo vengono compromessi i principi fondamentali dello Stato di diritto, ma si minano anche le fondamenta della fiducia sociale, la quale è essenziale per il mantenimento della coesione e della pacifica convivenza”, sottolinea. Perché le vicende legate all’omicidio di Chiara Poggi coinvolgono così tanto il Paese? Perché pongono ancora tanti interrogativi rimasti irrisolti nonostante il lungo tempo trascorso?
“La risposta, seppur scomoda - osserva Rondinelli - si trova nel fatto che Garlasco intercetta una frattura aperta e profonda nel rapporto tra cittadini e giustizia…è una lezione incompiuta, mostra che la distanza tra verità giudiziaria e verità percepita non è un dettaglio comunicativo, è un pezzo della tenuta democratica… Garlasco ha mostrato che la giustizia è credibile non solo quando chiude un caso, ma quando riesce a farlo senza lasciare dietro di sé un’ombra lunga di domande irrisolte”.