Addio a Jeffrey Archer, lo scrittore britannico da oltre 300 milioni di copie: aveva 86 anni, la sua vita tra politica e scandali

L’autore di "Caino e Abele" e della saga dei Clifton aveva 86 anni. Ex parlamentare conservatore e membro della Camera dei Lord, nel 2001 fu condannato per falsa testimonianza. Il suo ultimo romanzo, "Adam and Eve", sarà pubblicato questa settimana

Jeffrey Archer - (Ipa)
Jeffrey Archer - (Ipa)
06 ottobre 2026 | 10.52
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Jeffrey Archer, uno degli scrittori britannici di maggior successo internazionale degli ultimi decenni, autore della serie di Caino e Abele e della saga dei Clifton, è morto "improvvisamente e serenamente" nella sua casa, tra una sessione di scrittura e l'altra, ha reso noto la casa editrice HarperCollins, all'età di 86 anni. Nel corso di una carriera letteraria durata cinque decenni ha venduto oltre 300 milioni di copie nel mondo, affermandosi come autore di romanzi, racconti e opere teatrali. Tra i suoi maggiori successi figurano "Non un soldo di più, non un soldo di meno", "Caino e Abele", "La figlia di Abele", " Primo fra tutti", "L’icona", "Sulle ali di un sogno", "L’onore dei ladri", "Quarto potere", "L’undicesimo comandamento", tutti tradotti in italiano da Sperling e Kupfer. Altri suoi titoli sono "Figli del destino" (Newton Compton), "Il Vangelo secondo Giuda, di Beniamino Iscariota" (Francis J. Moloney, Mondadori).

A partire dal 2011 Archer ha pubblicato la saga dei Clifton, composta da sette romanzi e incentrata sulle vicende di due famiglie raccontate nell’arco di un secolo. La serie è stata pubblicata in Italia da HarperCollins con titoli "Solo il tempo lo dirà", "I peccati del padre", "Un segreto ben custodito", "Attento a quel che desideri", "Più della spada", "Quando sarà il momento" e "Questo fu un uomo". Negli ultimi anni Archer aveva inoltre dato vita alla serie dedicata al detective William Warwick, pubblicata in Italia sempre da HarperCollins con i titoli "Chi nulla rischia", "Nascosto in bella vista", "Occhio non vede" e "Nemmeno sul mio cadavere".

Nato a Londra il 15 aprile 1940, Archer si trasferì da bambino a Weston-super-Mare, nel Somerset, dove trascorse gran parte della giovinezza e che sarebbe rimasto uno dei luoghi di riferimento della sua vita. Prima di diventare uno scrittore di fama mondiale, Archer aveva intrapreso una carriera politica nelle file del Partito conservatore britannico. Nel 1969 fu eletto alla Camera dei Comuni per il collegio di Louth e rimase parlamentare per cinque anni, prima di diventare vice presidente del Partito conservatore. Nel 1992 fu nominato pari a vita ed entrò nella Camera dei Lord. La sua carriera politica subì però una brusca battuta d'arresto a causa delle controversie legate alla sua vita privata e giudiziaria. Nel 2001 fu condannato a quattro anni di carcere per falsa testimonianza e intralcio alla giustizia, dopo essere stato riconosciuto colpevole di avere mentito nell'ambito di una causa per diffamazione intentata contro il "Daily Star" nel 1987. Archer aveva ottenuto nella causa un risarcimento di 500.000 sterline, ma l'inchiesta successiva stabilì che aveva costruito una falsa ricostruzione dei fatti. Fu scarcerato nel 2003 e successivamente tornò alla Camera dei Lord, dalla quale si ritirò nel 2024. L'esperienza carceraria sarebbe poi diventata materia per una trilogia non-fiction, "Prison Diaries", composta da "Hell - Belmarsh", "Purgatory - Wayland e Heaven" e "North Sea Camp".

La morte di Jeffrey Archer è arrivata pochi giorni prima dell'uscita del suo ultimo libro, "Adam and Eve", previsto per questa settimana. HarperCollins ha ricordato Archer come un "maestro della narrazione", sottolineando quanto i suoi lettori rappresentassero per lui.

Solo domenica lo scrittore era stato al Leicester Square Theatre di Londra per un incontro dedicato al nuovo romanzo, insieme al presentatore e scrittore Gyles Brandreth, firmando copie per il pubblico. "Ha detto che sarebbe stato il suo ultimo libro", ha raccontato Brandreth, ricordandolo come un uomo "divertente, coinvolgente" e ancora capace di conquistare il pubblico con le sue storie. Nei giorni precedenti Archer era tornato anche alla Wellington School, l'istituto frequentato da giovane, per presentare il suo ultimo lavoro. Era inoltre atteso al Cheltenham Festival per un incontro dedicato al romanzo.

Con la moglie Mary, scienziata, aveva celebrato quest'anno il 60esimo anniversario di matrimonio. La coppia ha avuto due figli e cinque nipoti. La leader dei Conservatori Kemi Badenoch ha definito la morte di Archer "un enorme shock", ricordando il messaggio che lo scrittore le aveva inviato proprio nella mattinata della sua scomparsa. Anche l'ex cancelliere dello Scacchiere Nadhim Zahawi, che lo ha definito un "caro amico", ha ricordato il suo talento narrativo, l'ironia e la grande energia.

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