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Debutta Spring, cluster per la promozione della bioeconomia

15 maggio 2014 | 10.04
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La 'squadra' della chimica verde promossa dal Miur

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Si chiama Spring (acronimo che sta per Sustainable Processes and Resources for Innovation and National Growth), il cluster della chimica verde presentato presso la sede di Federchimica. Obiettivo di Spring è promuovere la bioeconomia con riferimento alla chimica da biomasse, stimolando la collaborazione tra imprese ed enti di ricerca e sensibilizzando le istituzioni, affinchè sia inserita in adeguate politiche di sostegno.

La chimica da biomasse, basata su materie prime rinnovabili di origine biologica, è un settore italiano di eccellenza, con una leadership a livello mondiale conseguita grazie ai forti investimenti in ricerca e sviluppo. Un'attività che consente, tra l'altro, il recupero di aree industriali preesistenti, in una prospettiva di sostenibilità.

Spring è uno degli otto cluster tecnologici nazionali promossi dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per identificare le realtà (aggregazioni di imprese, università, istituzioni pubbliche e private di ricerca e soggetti attivi nel campo dell'innovazione) in grado di promuovere la crescita economica sostenibile in linea con le priorità dettate dal programma quadro per la ricerca europea Horizon 2020. Il cluster si impegna a promuovere azioni di ricerca, di trasferimento tecnologico, di divulgazione e di formazione, che diano impulso alla bioeconomia e alla trasformazione dei processi e dei prodotti industriali convenzionali in prodotti e processi efficienti nell’uso delle risorse e dell’energia. Costituito come associazione senza scopo di lucro, fondato da Biochemtex, Novamont, Versalis (imprese chimiche italiane attive nello sviluppo di tecnologie e prodotti da fonti rinnovabili) e da Federchimica, Spring raccoglie oltre 100 soggetti che hanno espresso il loro interesse per operare con il cluster lungo tutta la filiera italiana della chimica ‘’verde’’: dall’agricoltura alla ricerca a favore della chimica da fonti rinnovabili e biotecnologie industriali, alla realizzazione di materiali e bioprodotti, all’industria di trasformazione e infine alla fase di smaltimento. « Bioeconomia per l’Italia significa rimettere le radici nei territori, nel rispetto della biodiversità, creando ponti tra l’industria, le istituzioni, l’accademia, il mondo agricolo, le collettività, l’ambiente - commenta Catia Bastioli, presidente Spring e amministratore delegato di Novamon - Il Cluster rappresenta un’occasione imperdibile per costruire tali ponti, attraverso progetti olistici che guardano allo sviluppo di settori ad alto contenuto innovativo in grado di competere a livello globale grazie alle filiere corte, all’uso efficiente delle risorse locali e all’integrazione di tecnologie ». La chimica da biomasse, anche definita ‘chimica verde’, « è un bell’esempio per far capire a tutti che il nostro settore offre soluzioni possibili per una sostenibilità che tenga conto, oltre che degli aspetti ambientali, anche delle implicazioni economiche e sociali. Ci aspettiamo - dichiara Cesare Puccioni, presidente di Federchimica - che le istituzioni ne comprendano pienamente il ruolo e vorranno adottare politiche di sostegno adeguate per un settore in cui l’Italia è all’avanguardia, che apre vasti orizzonti sul fronte tecnologico e di sviluppo industriale ».Spring rappresenta industria, Pmi, università e organizzazioni di ricerca: il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (Cra), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e l’Enea. Ad esso si riferiscono inoltre poli regionali di innovazione, parchi tecnologici, consorzi, associazioni di categoria e territoriali, agenzie di sviluppo, fondazioni. Inoltre è sostenuto da otto regioni italiane (Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Veneto).

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