Amatrice, il terremoto raccontato dai vigili del fuoco nel libro di Luca Cari, 'Salvare vite umane'

A dieci anni dalla tragedia che colpì il Centro Italia, il racconto di ciò che accadde subito dopo le 3.36 del 24 agosto 2016. Oltre mille vigili del fuoco da tutta Italia con centinaia di mezzi, squadre specializzate unità cinofile, elicotteri e operatori delle telecomunicazioni si mobilitarono per raggiungere il cratere sismici e assistere la popolazione

Particolare della copertina del libro 'Salvare vite umane' di Luca cari
Particolare della copertina del libro 'Salvare vite umane' di Luca cari
27 luglio 2026 | 17.15
Cristina Livoli
LETTURA: 3 minuti

Era la notte del 24 agosto 2016, alle 3.36, quando il terremoto che colpì il Centro Italia cancellò in pochi secondi Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e numerose frazioni dell'Appennino centrale. A dieci anni da quella tragedia, Luca Cari, dirigente del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e responsabile della comunicazione in emergenza, dal 2006 gestisce sul campo la comunicazione in emergenza in Italia e all'estero, racconta la sua esperienza in "Salvare vite. Il terremoto di Amatrice e del Centro Italia raccontato dai vigili del fuoco", edito da Mondadori.

Le prime ore dopo il sisma

Nel volume, Cari ricostruisce le prime drammatiche ore successive alla scossa di magnitudo 6.0, descrivendo la macchina dei soccorsi che si mette in moto da tutta Italia: oltre mille vigili del fuoco, centinaia di mezzi, squadre specializzate Saf e Usar, unità cinofile, elicotteri e operatori delle telecomunicazioni raggiungono il cratere sismico per cercare superstiti tra le macerie e assistere la popolazione.

Il centro storico di Amatrice in macerie

L'immagine simbolo di quelle ore è una fotografia scattata dall'alto, da un elicottero del reparto volo di Bologna, il primo a raggiungere Amatrice durante la notte. Nello scatto emergono con evidenza le dimensioni della devastazione: il centro storico ridotto in macerie, la torre civica ancora in piedi e intorno solo distruzione. Gli altri paesi del cratere sono nella stessa tragica condizione: alla fine saranno più di 200.000 i soccorsi che i vigili del fuoco porteranno a termine, 299 le vittime recuperate, di cui 237 nel solo comune di Amatrice e 40.000 gli sfollati assistiti dal sistema di protezione civile.

Dieci interventi raccontati attraverso l'esperienza diretta dei vigili del fuoco

Il volume raccoglie dieci capitoli e altrettante storie di soccorso realmente avvenute nelle primissime ore dell'emergenza. Dieci interventi raccontati attraverso l'esperienza diretta dei vigili del fuoco impegnati sul campo, tra ricerche disperate, salvataggi e speranze affidate a ogni segnale proveniente da sotto le macerie. Storie vere, coinvolgenti e drammatiche, accomunate dall'impegno di donne e uomini chiamati ad agire in condizioni estreme. Con uno stile immediato e narrativo, Cari restituisce il volto umano del soccorso e la complessità di una delle più gravi emergenze che hanno colpito il Paese negli ultimi anni.

La solidarietà

Nel volume si raccontano le mille sfaccettature del coraggio di chi era in servizio e di chi si è messo a disposizione volontariamente, lasciando a casa figli e famiglie, per portare aiuto e soccorsi nel più breve tempo possibile. La raccolta delle mille richieste di aiuto e la consapevolezza di non poter materialmente essere ovunque ce ne sarebbe bisogno. Le decisioni dolorose ma necessarie, per dare una possibilità concreta a chi è sopravvissuto. La solidarietà e la comunanza, tra i soccorritori e le persone colpite dal terremoto.

Tra i racconti più emozionanti, il recupero di una bimba

Tra i racconti più emozionanti, il recupero di una bimba sepolta dalle macerie. Un ragazzo chiede aiuto per due bambini rimasti sotto un palazzo di mattoni; chiama un nome e nella confusione si sente una vocina flebile che risponde. Scatta lo scavo a mani nude, nel terrore che un movimento o le scosse continue possano far franare tutto, chiudendo ogni speranza. La lucidità che si scontra con i sentimenti, il ricordo dell'esperienza de L'Aquila, dove però le case erano in cemento armato, e dunque più resistenti e la necessità di mantenere la calma. Un lavoro certosino e scrupoloso per risalire il percorso delle stanze descritto da chi conosceva bene quella casa.

Poi, l'ultimo blocco di macerie che spalanca un varco e la vocina flebile della bimba, che fa battere forte il cuore. Le mani della piccola che cercano le braccia del suo salvatore, poi l'abbraccio. Parole che fanno rivivere a chi era presente, e a chi legge, il miracolo della rinascita.

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