Per chi percepisce il sostegno economico è importante ricordare di rinnovare l’Isee entro fine febbraio per evitare di ricevere l’importo minimo da marzo
Il 31 dicembre 2025 è scaduta l’attestazione Isee e dall'1 gennaio 2026 è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo, pensata per agevolare le famiglie con figli e facilitare l’accesso alle principali misure di inclusione sociale, come previsto dalla nuova legge di Bilancio.
Per continuare a ricevere importi corretti per l'Assegno unico e accedere a bonus e agevolazioni, serve rinnovare l’Isee 2026. Chi lo percepisce infatti deve prestare massima attenzione alle tempistiche: da marzo 2026, in assenza di Isee valido, l’Assegno unico viene pagato con importo minimo. Se l’Isee viene attestato entro il 30 giugno 2026, l’Inps può ricalcolare l’importo e riconoscere gli arretrati.
L’Assegno unico e universale è un sostegno economico per le famiglie con figli a carico attribuito per ogni figlio: fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni); senza limiti di età per i figli disabili. Riguarda dipendenti (sia pubblici che privati); autonomi; pensionati; disoccupati; inoccupati.
Dal 1° gennaio è entrata in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee), pensata per agevolare le famiglie con figli e facilitare l’accesso alle principali misure di inclusione sociale, come previsto dalla legge di Bilancio 2026.
Il nuovo Isee si applica specificamente a prestazioni come:
- Assegno di inclusione (Adi)
- Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl)
- Assegno unico e universale per i figli a carico
- Bonus asilo nido
- Sostegni domiciliari e bonus nuovi nati
Novità principali del calcolo 2026
Franchigia sulla casa principale più alta: 91.500 euro per la maggior parte delle famiglie e 120.000 euro per chi vive nei capoluoghi delle città metropolitane.
Incremento per figli successivi al primo: 2.500 euro aggiuntivi per ciascun figlio convivente.
Vengono inoltre rafforzate le maggiorazioni della scala di equivalenza Isee in base al numero dei figli presenti nel nucleo familiare, rendendo il calcolo dell’indicatore più favorevole per le famiglie numerose.
L’Inps ha già aggiornato i propri sistemi informatici per calcolare il nuovo indicatore a partire dalle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (Dsu) presentate dal 1° gennaio 2026. Le domande che sarebbero risultate negative con l’Isee ordinario verranno riesaminate automaticamente con il nuovo calcolo, senza ulteriori adempimenti da parte dei cittadini.
Patrimonio escluso dal calcolo
Resta confermata, per le Dsu precompilate, l’esclusione automatica dal patrimonio mobiliare dei titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postali dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare.
Per le Dsu autodichiarate, l’esclusione deve essere indicata dal dichiarante.
“L’intervento sull’Isee rafforza equità e inclusione, rendendo il welfare più vicino ai bisogni reali delle famiglie. L’Inps ha aggiornato tempestivamente le procedure per permettere ai cittadini di accedere subito alle prestazioni. È un passo concreto che conferma il ruolo dell’Istituto come presidio pubblico affidabile, capace di accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita”, ha commentato il presidente Gabriele Fava.