La riapertura di Hormuz darà respiro al mercato delle merci, ma l'operatività degli impianti non è al 100%
La notizia del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran "è un fattore positivo" per il mercato dell'oil & gas. "La riapertura dello stretto di Hormuz, anche se solo per due settimane, darà respiro al mercato fisico delle merci, non solo per gas e idrocarburi" fa notare Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli, sentito dall'Adnkronos. "Dovremo vedere cosa arriverà in Italia e, soprattutto, come verranno ripresi i temi dell'approvvigionamento, se arriveranno gli ordini delle aziende e il carburante per gli aerei, perché nell'ultimo mese è stato stravolto l'interno meccanismo commerciale".
Marsiglia avverte: alcuni impianti di lavorazione per gas e petrolio sono andati distrutti, l'operatività non sarà del 100%. Le infrastrutture danneggiate fanno sorgere punti interrogativi anche per l'imbarco dei prodotti a bordo delle navi. "Ci sarà una forte speculazione sul mercato del greggio - aggiunge il presidente di Federpetroli -. Il Brent ha perso quasi 14 punti (con un prezzo al barile poco al di sotto dei 95 dollari), e il clima ha permesso agli investitori di fare ottimi guadagni".
Una delle conseguenze del conflitto è stata un calo nel gradimento di Donald Trump. Negli Usa, i carburanti hanno superato il prezzo di 4 dollari al gallone, facendo guadagnare le aziende, ma diffondendo scontento tra i cittadini per l'esecutivo e le sue azioni. Lo scenario "resta molto delicato". Sulla tregua "non possiamo mettere la mano sul fuoco: Israele si asterrà da alcuni attacchi, ma non sulla parte sud del Libano". La tregua resta comunque un importante fattore di sblocco anche se lo scacchiere mediorientale "resta in grande confusione".