Comunità Energetiche Portuali, a settembre il Tavolo Permanente Ontm-Gse

Al convegno GSE-ONTM annunciato il coordinamento tra Autorità Portuali, GSE e imprese. Vigilante (GSE): "I porti laboratori d'eccellenza della transizione"

Convegno GSE-ONTM - (Ufficio stampa)
Convegno GSE-ONTM - (Ufficio stampa)
30 luglio 2026 | 17.06
LETTURA: 3 minuti

Nasce il Tavolo Permanente sulle Comunità Energetiche Portuali. L'annuncio è arrivato ieri, 29 luglio, nel corso del convegno 'Le Comunità Energetiche Portuali: dalla visione all'attuazione', promosso dall'Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (Ontm) in collaborazione con il Gestore dei Servizi Energetici (Gse) presso la sede Gse a Roma. Il Tavolo, che si costituirà nel prossimo mese di settembre, coinvolgerà istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, operatori logistici, imprese energetiche, associazioni di categoria, università e centri di ricerca, con il compito di promuovere il confronto tecnico e istituzionale, individuare criticità e opportunità, diffondere le migliori pratiche nazionali e internazionali e contribuire a definire proposte operative per le prime esperienze strutturate di Comunità Energetiche Portuali in Italia.

L'iniziativa arriva in un momento di forte crescita del sistema delle Comunità Energetiche in Italia: il Gse ha recentemente confermato circa 48mila domande di accesso alle misure di sostegno presentate nell'ambito degli strumenti dedicati alle Cer. Il convegno ha riunito Istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, imprese, associazioni e mondo della ricerca per delineare una visione condivisa sullo sviluppo delle Comunità Energetiche Portuali quale leva strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza energetica e la competitività del sistema portuale italiano. I porti sono infatti chiamati ad assumere un ruolo sempre più centrale quali piattaforme integrate di produzione, gestione, accumulo e condivisione dell'energia.

Le Comunità Energetiche Portuali rappresentano una naturale evoluzione del modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili applicato alla complessità degli ecosistemi portuali. A differenza delle configurazioni tradizionali, i porti concentrano in un'unica area infrastrutture logistiche, terminal marittimi, operatori industriali, reti ferroviarie, depositi energetici, cantieri, attività manifatturiere, impianti da fonti rinnovabili e sistemi di elettrificazione delle banchine. In questo contesto, la condivisione dell'energia diventa uno strumento di governance capace di rafforzare l'autonomia energetica delle infrastrutture, migliorare la resilienza operativa dei nodi logistici e favorire l'autoconsumo condiviso, la riduzione delle emissioni, l'efficienza dei consumi e nuovi modelli di cooperazione tra soggetti pubblici e privati.

La presenza di ampie superfici disponibili per la produzione da fonti rinnovabili, l'elevata concentrazione di consumi energetici, la crescente diffusione del cold ironing, l'introduzione di sistemi di accumulo e l'integrazione con le future filiere dell'idrogeno e dei carburanti alternativi rendono i porti laboratori ideali per sperimentare nuovi modelli di gestione condivisa dell'energia. È stato inoltre richiamato il ruolo del Gse nell'accompagnare l'attuazione delle Comunità Energetiche attraverso strumenti informativi, attività di supporto, gestione degli incentivi e monitoraggio delle iniziative, in un contesto di progressivo consolidamento delle misure previste dal quadro normativo nazionale e dagli strumenti finanziati nell'ambito del Pnrr.

"La transizione energetica richiede modelli capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e collaborazione - ha dichiarato Vinicio Mosè Vigilante, amministratore delegato Gse - Le Comunità Energetiche rappresentano uno strumento concreto per valorizzare la produzione e la condivisione dell'energia rinnovabile. I porti, per le loro caratteristiche infrastrutturali e industriali, possono diventare laboratori d'eccellenza di questa evoluzione. Il Gse continuerà ad accompagnare questo percorso mettendo a disposizione competenze, strumenti e misure di sostegno affinché tali progettualità possano tradursi in risultati concreti per il sistema Paese".

"I porti italiani sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo nella nuova geografia energetica del Mediterraneo - ha aggiunto Roberto Minerdo, presidente Ontm - Le Comunità Energetiche Portuali rappresentano una straordinaria opportunità per integrare sostenibilità ambientale, competitività economica e innovazione industriale. Con il Tavolo Permanente che avvieremo a settembre vogliamo costruire un luogo stabile di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca per trasformare una visione condivisa in progetti concreti, contribuendo alla crescita della Blue Economy e al rafforzamento della leadership del sistema portuale italiano".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza