Cosa cambia con la legge annuale sulle Pmi? Il parere degli esperti di Alma

Per gli avvocati Nicolini e Rosato 'può rafforzare la competitività'

Marco Nicolini e Marco Rosato
Marco Nicolini e Marco Rosato
17 aprile 2026 | 11.40
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Entra in vigore la legge annuale sulle piccole e medie imprese (n. 34/2026), un provvedimento atteso che inaugura l’attuazione dello “Statuto delle imprese” e si inserisce nel solco dello Small Business Act europeo. L’obiettivo è rafforzare in modo strutturale il sostegno alle Pmi, spina dorsale del sistema produttivo italiano, attraverso un pacchetto articolato di misure che toccano fiscalità, credito, lavoro e innovazione.

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Il testo, composto da 26 articoli suddivisi in sei Capi, introduce incentivi fiscali e finanziari per favorire l’aggregazione tra imprese, con un’attenzione specifica anche al settore moda, storicamente frammentato ma strategico per l’export italiano. Sul fronte del lavoro, viene prevista una disciplina transitoria per il biennio 2026-2027 che consente, entro determinati limiti, la trasformazione dei contratti da tempo pieno a parziale nelle aziende con meno di 50 dipendenti.

Tra gli interventi più rilevanti figurano anche nuove misure sul credito e sui confidi, oltre a strumenti per la valorizzazione finanziaria dei beni di magazzino, un tema cruciale per la liquidità delle imprese. Non mancano poi disposizioni volte a contrastare il fenomeno delle false recensioni online nei settori della ristorazione e del turismo, sempre più impattanti sulla reputazione e sui ricavi delle aziende.

Un capitolo importante riguarda, infine, l’innovazione: la legge delega il Governo a riordinare la normativa su start-up, spin-off e Pmi innovative attraverso la creazione di un testo unico, con l’obiettivo di rendere più organico e leggibile il quadro normativo.

Secondo gli esperti di Alma Società tra Avvocati, il provvedimento rappresenta un passaggio significativo per il tessuto produttivo nazionale. “La legge annuale sulle Pmi introduce strumenti che possono favorire processi di aggregazione e rafforzamento patrimoniale delle imprese, elementi oggi fondamentali per competere in mercati sempre più complessi”, osserva Marco Nicolini, equity partner e head del team corporate M&A.

“In particolare – prosegue – gli incentivi alle reti e i nuovi modelli aggregativi possono sostenere operazioni di integrazione industriale e consolidamento, con effetti anche sul mercato M&A mid-market. Gli interventi sul credito e sulla struttura finanziaria rappresentano leve concrete per affrontare le fasi di trasformazione e crescita”.

Per Nicolini, un quadro legislativo più chiaro e strutturato può incidere direttamente sulla capacità decisionale delle imprese, favorendo percorsi di sviluppo sostenibile e spingendo innovazione e competitività, sia a livello nazionale sia internazionale. “Accogliamo con favore l’attenzione crescente verso le Pmi – conclude – e attendiamo i provvedimenti attuativi per la piena implementazione della legge”.

Sulla stessa linea Marco Rosato, senior associate del dipartimento M&A e corporate di Alma, che sottolinea l’importanza del riordino normativo in arrivo. “Il riordino della disciplina delle start-up innovative e la delega per un testo unico rappresentano un passaggio rilevante per rendere più organico il quadro di riferimento”, spiega.

La sistematizzazione, aggiunge Rosato, potrebbe ridurre le incertezze interpretative che oggi incidono sulle operazioni di investimento, in particolare nelle fasi early-stage e venture capital. Un elemento che, se confermato dai decreti attuativi, potrebbe facilitare l’attività degli operatori e migliorare l’accesso agli strumenti disponibili per le imprese più innovative.

Ora l’attenzione si sposta proprio sull’attuazione della riforma: sarà infatti dai regolamenti e dai decreti delegati che dipenderà la reale efficacia delle misure e la loro capacità di tradursi in crescita concreta per il sistema delle Pmi italiane.

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