Cultura, banche e fondazioni aprono al pubblico: 100 iniziative in tutta Italia

A sinistra il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante la presentazione di 'è cultura'. Al centro il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e il Vice Presidente Vicario dell’Acri, Bernabò Bocca (a destra).
A sinistra il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante la presentazione di 'è cultura'. Al centro il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e il Vice Presidente Vicario dell’Acri, Bernabò Bocca (a destra).
06 ottobre 2026 | 17.35
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Il palazzo di vetro di Bankitalia a via XX Settembre e la sede di Palazzo Koch di via Nazionale, a Roma. Ma anche gli antichi Chiostri Danteschi a Ravenna, o Palazzo Turinetti a Torino. Sono solo alcuni dei palazzi e dei monumenti che potranno essere visitati grazie alla quarta edizione del Festival “è cultura!”, la manifestazione promossa da Abi (Associazione bancaria italiana) e Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), con la partecipazione delle banche operanti in Italia, delle fondazioni di origine bancaria e anche della Banca d’Italia.

La manifestazione è stata presentata oggi a Roma nella sede dell’Associazione bancaria italiana dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, e dal Vice Presidente Vicario dell’Acri, Bernabò Bocca, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. La settimana centrale del Festival - che prenderà il via venerdì 16 ottobre per concludersi sabato 24 ottobre - coinvolgerà l’intero territorio nazionale con oltre 100 eventi e iniziative, in presenza e online.

Chi lavora in banca "lavora in palazzi storici che hanno uno spessore culturale" che deriva da una storia plurisecolare e le giornate del festival 'è cultura' consentono di visitarli con un costo totalmente a carico di banche e fondazioni. Lo ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, alla presentazione del festival. Le banche, ha detto Patuelli, "hanno una funzione di volontariato molto onerosa ma molto prestigiosa".

Gli istituti di credito, ha spiegato il presidente, hanno "vincoli di destinazione di lavoro e lavorativi e di conservazione rigorosa del risparmio" ma anche del patrimonio culturale. Un'attività fondamentale per le fondazioni di origini bancaria, ha detto Patuelli ricordandone l'attività di conservazione degli immobili culturali. "L'importanza di non vedere in modo negativo che le banche prosperino è di fronte agli occhi di tutti, soprattutto di fronte a un'iniziativa del genere", ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli durante la presentazione.

"Vorrei sottolineare quanto sia importante una percezione differente delle attività bancarie come presidi culturali", ha detto Giuli. Anche per le banche, come altre forme di istituzione, "si parla di qualcosa che rappresenta un centro di gravità nella fiducia delle persone. Le attività culturali" delle banche, sempre più note, "sono sostanzialmente la prosecuzioni di quella nobiltà dell'avere che viene messa a disposizione" dei cittadini, che con le banche hanno un rapporto quotidiano. "Non può esistere il sistema culturale se manca fiducia negli istituti bancari che sono il veicolo di quella fiducia stessa", ha concluso il ministro. "Le banche sono elemento fondativo del sistema. E quando aprono completamente i propri patrimoni al cittadino stanno dimostrando cosa fanno in tutte le settimane dell'anno, non solo in quella di 'è cultura'".

Solo nel 2025, a fronte di oltre un miliardo di erogazioni fatte dalle fondazioni bancarie, "più di 300 milioni sono state erogazioni nei confronti del mondo dell'arte e della cultura", ha spiegato il vicepresidente vicario dell'Acri, Bernabò Bocca. Da un lato, questi 300 milioni servono a coprire il sostegno a musei e altre biblioteche, festival e istituzioni culturali, ha spiegato. Ci sono poi progetti educativi e iniziative diffuse nei territori e "c'è poi la cura diretta di palazzi, di archivi, raccolte e opere che le fondazioni stesse custodiscono. Molti di questi beni sono privati nella proprietà, ma non nel loro significato. Fanno parte della storia della città e della storia delle comunità per chi li custodisce. C'è quindi una grande responsabilità precisa: da un lato quella di conservarli, dall'altro quella di valorizzarli e soprattutto quella di rendere accessibile la cultura".

L'elenco completo delle iniziative da Nord a Sud è online sul sito www.eculturadavivere.it.

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